Milan Rebic – Fino a un mese fa, Ante Rebic era un caso. L’attaccante del Milan, arrivato nello scambio con André Silva, infatti, l’ex Francoforte non stava rispettando le attese. Tuttavia, Stefano Pioli continua a credere nel giocatore e la partita contro l’Udinese gli ha dato ragione. Rebic ha segnato una doppietta, portando i rossoneri a una vittoria fondamentale per riprendere il cammino. Oggi, Rebic è stato protagonista di un’intervista rilasciata a Sportske Novosti. Di seguito le sue dichiarazioni:

“La situazione non è certamente quella che ci aspettavamo prima dell’inizio della stagione, ma col passare del tempo le cose stanno lentamente migliorando. La squadra è giovane e di qualità, quindi ci mette un po’ di tempo per iniziare a dare il meglio. Sono ottimista. Abbiamo preso alcuni giocatori esperti e di qualità in questo mercato, che possono aiutarci molto”.

E’ arrivato anche Ibrahimovic.
“E’ uno dei migliori attaccanti nella storia del calcio, è sicuramente un rinforzo per il Milan, che potrà beneficiare della sua esperienza e della sua qualità sul campo. Inoltre, tutti noi, ci sentiamo meglio con lui e saremo in grado di migliorare. Ibra è un personaggio positivo che porta uno stato d’animo vincente nello spogliatoio. Io e lui parliamo spesso, è un ragazzo gentile e simpatico, spesso aiuta i giocatori più giovani con consigli. E’ un onore giocare con lui”.

Com’è il rapporto con Boban?
“Crede in noi giocatori e questo è molto importante. A proposito, te lo dico, non sono un attaccante puro, un vero nove, e non sono mai stato un capocannoniere, ma ero regolarmente uno dei giocatori più importanti della squadra all’Eintracht e in nazionale. Personalmente, penso che ho certe qualità che sono sempre ben accette in ogni squadra e che rendono migliori i miei compagni di squadra”.

Il Milan.
“Ho fatto molti sacrifici per venire in un grande club come il Milan. Ho raggiunto questo obiettivo e ora voglio lasciare un segno qui. Voglio fare qualcosa per cui sarò ricordato. Credo in me stesso e so che posso essere utile al calcio. Ritornerei sicuramente a Francoforte un giorno, ma prima ho molto da fare qui. Sono un professionista del calcio e svolgo i miei compiti con la massima dedizione. La professionalità del calcio richiede anche pazienza. Anche se è difficile per i giocatori aspettare, non si può fare altro. Tuttavia, spetta all’allenatore decidere di chi ha bisogno per quella partita. Penso di aver giocato bene l’ultima partita del campionato, di aver segnato due gol importanti, di aver giocato anche in Coppa molto bene. L’allenatore ha visto ed è convinto di poter contare su di me”.

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