[df-subtitle]Mirabelli: “Operazione-Donnarumma un capolavoro. Montella voleva solo Kalinic. Non capirò mai la scelta di Li”[/df-subtitle]

Se n’è andato, o meglio, è stato mandato via dopo un anno, ma Massimiliano Mirabelli ha ancora qualcosa da dire riguardo al suo periodo trascorso al Milan. L’ex direttore sportivo rossonero torna a parlare del mercato svolto nel suo breve mandato: da Cristiano Ronaldo ad Aubameyang, il Diavolo ha sfiorato nomi importanti nelle passate sessioni.

Intervenuto ai microfoni di Telelombardia, Mirabelli entra nel dettaglio dell’affare CR7: “Io non voglio più parlarne, ne parlerò ora per l’ultima volta. Qualcuno poi dice che è una presa per i fondelli. Noi Ronaldo lo avevamo bloccato, c’era la possibilità di prenderlo, è tutto vero. Poi Fassone mi ha detto che i numeri non tornavano e abbiamo dovuto lasciare perdere. Prima mi hanno dato un budget poi un altro, questo è il punto. Che vi devo dire di più? A me hanno detto che avevamo la possibilità di prenderlo, che i soldi c’erano, poi dal giorno alla notte mi hanno detto il contrario. Con la proprietà di oggi, Ronaldo giocherebbe al Milan. Sono convinto che Ronaldo avrebbe raggiunto Milano per giocare per il Milan. A me lui ha detto che voleva vincere l’Europa League perché non l’ha mai vinta, il Milan ha un fascino che non potete capire. Di Ronaldo ne ho parlato con Mendes molto prima di André Silva. Lui mi dice che Cristiano al Milan ce lo poteva portare. Pellegatti mi ha tradito quando ha detto che avrei portato una punta che faceva cadere San Siro. Gli avevo detto che avevo Ronaldo in mano, era tutto pronto, c’eravamo davvero. Poi il giorno dopo mi hanno detto che i soldi che prima c’erano non c’erano più. Io il mio l’avevo fatto, è mancata la proprietà a sostenermi. Noi volevamo presentarci con Cristiano Ronaldo. Era tutto fatto, avevamo l’accordo con il Real e con il giocatore. La trattativa era praticamente chiusa, mi ha fregato la proprietà”.

Anche Aubameyang sarebbe stato ad un passo dal ritorno in rossonero: “Avevamo un accordo con lui e con il Dortmund, il padre ha fatto saltare il banco perché non voleva riportarlo al Milan. Cutrone? Era a scadenza, ma noi non l’abbiamo mai messo sul mercato. Grazie a noi che l’abbiamo rinnovato adesso il Milan ha un altro grande valore in casa. Ci abbiamo creduto anche quando era uno sconosciuto. La trattativa con Higuain l’avevamo avviata, avevamo parlato con Morata e anche con Immobile prima di andare via questa estate, volevamo un grande attaccante”.

Mirabelli sottolinea il valore dei colpi fatti sotto la sua gestione: “Tutti i giocatori del Milan che io ho portato porteranno una plusvalenza, tutti tranne Biglia ovviamente data l’età. Andrè Silva è stato ipercriticato ma è un giocatore importante, da dover aspettare, non si poteva avere fretta con lui. Silva nei prossimi anni sarà uno dei più forti al mondo. Se il Siviglia riscatterà Silva, il Milan farà una plusvalenza di 15 milioni. Bonaventura? Ce lo siamo già ritrovati in rosa con il rinnovo fatto, mai trattato un suo prolungamento, cosa farà la nuova società non lo so. Nel nostro primo anno, con Gattuso, siamo virtualmente arrivati in Champions. Ma il mio addio è giusto e normale, perchè la società vuole parlare con gente scelta da sé”.

L’ex dirigente pone l’accento sulla ricostruzione fatta: “Noi avevamo la necessità di creare una squadra da zero, quando sono arrivato ho trovato le macerie. Abbiamo deciso di effettuare tanti acquisti per formare uno zoccolo duro giovane che potesse durare nel tempo. Il mercato in uscita è stato perfetto. Abbiamo avuto poco tempo, giudicarmi su una sola campagna acquisti è fuorviante, avrei dovuto avere più tempo, stavamo costruendo una squadra dalle fondamenta. 230 milioni? Fake news, il disavanzo di mercato è stato di 160 milioni”.

Il rinnovo di Donnarumma è stato un altro importante capitolo della gestione Mirabelli: “Donnarumma rappresenta asset per il Milan. Finché ero al Milan avevo richieste per lui. Il danno di non rinnovare era serio. L’operazione-Donnarumma è uno dei capolavori dei rinnovi, non è stato pagato un centesimo di commissioni”.

L’acquisto di Kalinic è stato fortemente voluto da Montella: “Per Montella la prima scelta era Kalinic, io ero pressato da Montella che voleva solo il croato. Comprare un attaccante da Milan non è uno scherzo, ci sono delle cifre clamorose in ballo. Fatemi voi dei nomi da attaccanti da Milan. Milik? Non fatemi ridere dai. Immobile, Belotti? Per questi due ti chiedono 100 milioni, lo capite cosa vuol dire fare mercato per il Milan? Ogni volta che dovevano arrivare i bonifici eravamo sempre molto tesi”.

L’ex dirigente spiega inoltre l’affare Bonucci: “Non è una questione di idee ma di opportunità. Si è verificata questa possibilità ed è stata da prendere al volo. È vero che oggi il tifoso milanista è amareggiato, però vi posso garantire che lui è un grande uomo, ha sempre sputato l’anima per la maglia del Milan. Il grande errore è stato dargli la fascia. Lo ha chiesto lui? Non lo voglio dire, è stata una situazione complicata. Si è sbagliata la gestione, e mi prendo la responsabilità. Oggi, lui paga anche questa cosa della fascia, il ragazzo aveva una situazione familiare particolare”.

Mirabelli parla poi della precedente proprietà: “Mi hanno offerto il Milan, cosa dovevo domandarmi? I bonifici arrivavano sempre, sono arrivati tutti tranne l’ultimo. Tutto è sempre stato pagato fino all’ultimo centesimo. La mia garanzia personale era Berlusconi che dava il Milan in mano a Yonghong Li. Io ero tranquillo, se l’uomo più importante d’Italia dà il Milan in mano a uno che prometteva mari e monti io ero tranquillo. Cosa avrei dovuto temere?”.

Le ultime ore prima del passaggio a Elliott sono state delicatissime, l’ex dirigente rossonero racconta tutto: “Vi assicuro che c’erano tante cordate che volevano subentrare al cinese, una addirittura la conoscevo personalmente. Io non capirò mai perché ha preferito perdere tutto invece che guadagnarci addirittura, perché una cordata soprattutto lo avrebbe ricoperto d’oro”.

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