A tre giorni di distanza dalla partita di seminfinale di Coppa Italia contro la Lazio, Leonardo – dirigente del Milan – parla a “La Gazzetta dello Sport” dei vergognosi cori dei tifosi biancocelesti riservati a Kessie e Bakayoko.

Così Leonardo: “Non parlo perché abbiamo perso. La Lazio ha vinto sul campo e ha meritato la finale. L’arbitro aveva mille ragioni per sospendere quella partita. Doveva farlo. Noi abbiamo diffuso un comunicato e chiederemo provvedimenti. Le norme per intervenire e combattere il razzismo da stadio ci sono. Basta applicarle. Alla prossima saremo più energici. Intanto chiediamo rispetto e giustizia. Meglio i cori che i feriti dopo una partita sospesa? E’ la sensazione che viene. Abbiamo contattato tutte le componenti, per condividere l’allerta: Federcalcio, Lega, vertici arbitrali, responsabili dell’ordine pubblico… E abbiamo ripetuto appelli alla responsabilità ai giocatori. Sono stati zitti loro, siamo stati zitti noi. Non bastasse, la mattina della partita c’è stata quella manifestazione in piazzale Loreto. Ci doveva essere la massima attenzione. Non era una situazione a sorpresa. Mazzoleni aveva già vissuto l’Inter-Napoli di Koulibaly. Non eravamo noi a doverci muovere per chiedere la sospensione, anche perché non volevamo che sembrasse un alibi per il risultato“.

Di seguito: “Il gesto di Kessie e Bakayoko con la maglia di Acerbi è stato un grave errore, che abbiamo riconosciuto subito. Ma è il solo episodio venuto alla luce di una partita in cui c’è stato molto altro: insulti, provocazioni e rissa finale… Ma prima ancora che si pronunciasse il Giudice Sportivo, con grande tempestività e grande indignazione, Giorgetti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, e Gravina, Presidente della Federcalcio, hanno commentato in modo duro il comportamento dei nostri giocatori e chiesto pubblicamente dei provvedimenti. Prima ancora che si pronunciassero gli organi competenti… Curioso, per non dire grave. No? Ma dopo gli insulti razzisti a Kessie e Bakayoko di mercoledì non ho visto la stessa reattività e la stessa intransigenza. Giorgetti e Gravina, dove sono finiti?“.

Infine su Salvini: “Se l’è cavata anche lui con un commento molto generico, ha usato la parola “vergogna” solo per il gioco del Milan. E invece bisogna spendere la vergogna per episodi molto più gravi“.

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