MILAN, LA CONFESSIONE DI MALDINI SULL’ADDIO AL DIAVOLO – “Che fretta c’era, maledetta primavera”. Sì, sono le parole di Loretta Goggi ma no, non le ha pensate lei il 5 giugno 2023. In quella sera di primavera che si inoltra verso l’estate, con un comunicato sul proprio sito, il Milan ufficializzava il licenziamento di Maldini e Massara. Un fulmine a ciel sereno per i due dirigenti, i tifosi e i calciatori stessi.

A distanza di più di 6 mesi, Paolo Maldini ha deciso di raccontare la verità dei fatti con una lunga intervista alla Repubblica. Lo storico capitano del Milan ha parlato dei burrascosi rapporti con Cardinale e Scaroni e delle mosse di mercato che hanno portato i rossoneri sul tetto d’Italia nel 2022, a distanza di 11 anni dall’ultima vittoria con Allegri in panchina.

Il racconto dei fatti

“Perché ho aspettato così tanto? Avrei parlato troppo di pancia. Ma ora è maturo il tempo per analizzare quanto è accaduto.  Mi piace essere onesto e prendermi le mie responsabilità, ma vorrei che le cose venissero considerate nella loro effettività e valutate nella maniera giusta”

Sull’addio

“Se una proprietà vuole cambiare l’organigramma ne ha il diritto, però le modalità sono importanti e tante cose non sono andate come sarebbe stato doveroso, per rispetto delle persone e dei loro ruoli”.

Su Cardinale

“Confonde l’individualismo con la volontà di essere responsabile nel prendere le decisioni previste dal mio ruolo e magari nel pagarne le conseguenze, trascurando peraltro le prerogative che il contratto, che lui ha firmato, mi attribuiva. Rapporto con lui? L’ho incontrato di sfuggita in occasione di qualche partita di Champions. Mi ha scritto 4 messaggi per i vari passaggi del turno, senza neanche chiamarmi”.

I motivi del licenziamento

Cardinale mi ha chiamato per colazione, mi ha detto che voleva cambiare e che io e Ricky Massara eravamo licenziati. Gli ho chiesto perché e lui mi ha parlato di cattivi rapporti con Furlani. Allora io gli ho detto: ti ho mai chiamato per lamentarmi di Furlani? Mai”.

Io credo che la decisione di licenziare me e Massara fosse stata presa molti mesi prima. D’altronde il contratto, di due anni con opzione di rinnovo, mi era stato rinnovato solo il 30 giugno 2022 alle 22. Credo che all’epoca sarebbe stato troppo impopolare mandarci via, perché avevamo appena vinto lo scudetto“.

Su Scaroni

“Il Milan merita un presidente che faccia solo gli interessi del Milan. Mai ho ricevuto supporto nei tanti momenti difficili. Anzi. In tribuna l’ho visto spesso andare via quando gli avversari pareggiavano o passavano in vantaggio, magari solo per non trovare traffico”.

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