Esonero Stefano Pioli: la dirigenza del Milan ha comunicato all’agente la volontà di non proseguire il rapporto nato nel 2019

È praticamente finita, cinque anni dopo e con un anno d’anticipo rispetto alla naturale scadenza contrattuale, fissata per il 30 giugno 2025. La storia tra Stefano Pioli e il Milan può dirsi conclusa da questa mattina, dal momento in cui la dirigenza rossonera ha accolto in sede l’agente del tecnico, Valerio Giuffrida, per comunicare la volontà di interrompere un rapporto nato il 9 ottobre 2019, dopo l’esonero di Marco Giampaolo. In mezzo, quattro stagioni e mezzo molto intense: dalla svolta durante il periodo del Lockdown, che aveva creato i presupposti per lo storico traguardo Tricolore del 22 maggio 2022, al ridimensionamento delle ultime due stagioni.

Ironia della sorte, proprio due anni fa, dal giorno della massima apoteosi rossonera a quella del definitivo declino, in seguito a due annate, le ultime, molto controverse dal punto di vista del gioco espresso e dei risultati ottenuti. La dirigenza rossonera aveva nominato, appena un anno fa, Stefano Pioli quale baluardo chiamato a reggere gli effetti di una rivoluzione estiva in ambito mercato e societario, con l’addio di Paolo Maldini, suo grande mentore nel rinnovo contrattuale siglato a ottobre 2022.

Stando a quanto appreso da calciomercato.com, le parti non avrebbero trovato un punto d’incontro per ciò che concerne le modalità d’addio del tecnico rossonero, ragion per cui, Pioli dovrebbe ottenere una buonuscita rispetto i 4,5 milioni netti d’ingaggio garantiti fino a giugno 2025. Dettagli burocratici che non cancelleranno uno storico Scudetto e l’andamento troppo altalenante della squadra nelle ultime due stagioni: Stefano Pioli, il “normalizzatore”, scioglie il proprio patto col Diavolo dopo cinque anni.

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