Milan-Salernitana: il popolo rossonero si è apertamente schierato nei confronti di Cardinale e della dirigenza durante le celebrazioni

Si sono uditi, chiari e distintamente, i fischi provenienti dai loggioni di San Siro nei confronti della dirigenza rossonera, presente al gran completo, al centro del campo, per celebrare gli addii di Simon Kjaer, Olivier Giroud e Stefano Pioli, al termine di MilanSalernitana. I mugugni del popolo milanista non hanno risparmiato nemmeno Zlatan Ibrahimovic, Senior Advisor di RedBird Capital segnalato, inizialmente, quale figura decisiva nella scelta del nuovo tecnico chiamato a guidare il Diavolo nel corso della prossima stagione. Dalla petizione per Lopetegui, agli striscioni esposti dalla frangia più appassionata del popolo rossonero con chiaro riferimento a Paulo Fonseca, ormai nuovo allenatore del Milan dopo l’accordo stipulato negli ultimi giorni, il sentiment del tifoso rossonero nei riguardi di una scelta ingiustificabile, appare ben definito.

Come biasimare i sostenitori rossoneri? Nell’anno in cui il semaforo del bilancio è tornato verde, la squadra è apparsa, a parte qualche normalissima lacuna, molto competitiva nel corso della stagione, senza dimenticare la reazione alla seconda stella dei cugini rivali, l’opzione Fonseca indica chiaramente la poca ambizione di un progetto che viaggia in netta controtendenza rispetto alle (saltuarie) dichiarazioni di Cardinale. Così facendo, il nuovo allenatore rossonero rischia di essere delegittimato ancor prima che abbia effettive colpe riguardo qualche risultato scadente che maturerà la squadra. Per sostenere tale situazione, tra l’altro, sarebbe utile un’unità d’intenti e un’esperienza tale che, al momento, le varie figure dell’organigramma societario non possono garantire.

Milan, i fischi per i fiaschi di una dirigenza che non ha più giustificazioni: Cardinale in primis

La delusione espressa dalla stragrande maggioranza dei tifosi parla chiarissimo: dopo anni passati a perorare, in ogni caso, una realtà dei fatti negativa, indebitata, figlia di conti da risistemare, il tifoso rossonero si aspettava una scelta diversa, che certificasse l’ambizione di risalita di una squadra reduce da due anni vissuti altamente al di sotto delle aspettative. L’opzione Fonseca, in questo contesto, per quanto il portoghese abbia mostrato le proprie qualità nelle varie esperienze suddivise tra Italia, Francia e Ucraina, non stabilisce fino a quanto, questa proprietà, al primo vero banco di prova della gestione cominciata nel 2022, voglia spingersi oltre per far riassaporare al Diavolo il gusto del Paradiso.

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