MILAN HAN LI – Il passaggio dalla proprietà cinese al fondo Elliott è stato uno dei misteri più discussi dell’ultimo periodo calcistico. Così, a circa un anno e mezzo da quel luglio 2018, l’ex-direttore esecutivo dell’Milan, il cinese David Han li, ha raccontato la sua versione dei fatti a Forbes.

Han Li: “Volevamo essere amati e rispettati dai tifosi, ma non eravamo coinvolti nelle scelte…”

Sul silenzio di quei mesi: “Dopotutto, siamo solo umani. Ci sono alcuni motivi per cui abbiamo taciuto. Il primo è che ora non abbiamo fiducia in nessuno. Si trattava anche di non avere fiducia nei media. Solo poche ore dopo la firma della SpA, tutti i nomi degli investitori erano trapelati. È stato incredibile e ci ha danneggiato molto. Sono anche fuoriuscite informazioni dalle nostre riunioni del consiglio, ma non sappiamo da dove siano trapelate. I media ci hanno massacrato, sempre a ridosso di eventi importanti. Ad esempio, nel novembre 2017, il New York Times ha pubblicato un articolo molto duro ed eravamo in procinto di firmare degli accordi per il rifinanziamento del debito  e la cosa è proseguita anche quando eravamo a Londra per trattare con alcune banche il rifinanziamento. Mi chiedo come sia possibile che i media italiani avessero tutte quelle informazioni.”

MILAN HAN LI – Sull’acquisto del club:  “Per noi, la storia del Milan ha avuto una grande importanza. Ci sono stati tantissimi campioni e credo che il Milan abbia più leggende di Real Madrid e Barcellona. I più conosciuti in Cina? Shevchenko, Kakà, Maldini, Gattuso, Pirlo, Ronaldo, Ibrahimovic ma anche van Basten, Rijkaard e Baresi. Avevamo molti doveri e dovevamo assumerci la responsabilità. Era così importante per noi che il club facesse sempre meglio, quindi non c’era tempo di riposare su ciò che avevamo fatto. Comprare il Milan è stato qualcosa di incredibile. Il giorno dopo esserne diventati i proprietari, ci siamo resi conto di quanto fosse un onere per noi. L’ho capito da tifoso, ma soprattutto da dirigente. Volevamo essere amati e rispettati, ognuno vuole questo. Da proprietari non eravamo coinvolti nelle scelte quotidiane del management, ma eravamo in costante contatto e parlavamo delle faccende più importanti.”

Negli ultimi mesi, è tornato alla ribalta anche l’ex-presidente Yongohong Li, che ha aperto un account Twitter: “Sì, è proprio l’account di Mr. Li. Lo aiutiamo un po’ con la traduzione, ma è davvero lui che scrive. Pensa anche che la sua voce non sia stata davvero ascoltata quando si tratta di eventi recenti all’AC Milan. Ma è stato molto ferito da alcune delle cose false e fuorvianti che si dicevano di lui. Istintivamente, tende a evitare la pubblicità, e ciò significa che tende a evitare i media. Ma ciò che ama di Twitter è che può parlare direttamente con altri fan, condividere i suoi pensieri, ascoltare le loro opinioni, senza dipendere dalla stampa che potrebbe reinterpretare ciò che dice.”

Milan Han Li: “Ho chiesto ad Elliott se ci fossero loro dietro agli attacchi…”

Sul rapporto con Silvio Berlusconi:  “Abbiamo proposto a Berlusconi la carica di presidente onorario e, all’inizio, aveva anche accettato. Nei giorni successivi, però, ha cambiato idea senza darci una spiegazione. Gli abbiamo proposto quel ruolo per una serie di motivi validi. Il club ha vissuto una grande epopea con lui e lui non meritava di essere dimenticato. In più, la sua figura, la sua influenza e la sua presenza ci sarebbero stati d’aiuto visto che noi eravamo dei neofiti dell’Italia e del calcio italiano.”

Sugli obiettivi: “Volevamo riportare il Milan sulla strada giusta e siamo rimasti sorpresi quando abbiamo visto che non vi erano ricavi dalla Cina. Questa cosa ci ha eccitati, perché pensavamo di poter generare quelle entrare dal nostro paese. Avevamo idee innovative che andassero oltre il merchandising, i diritti tv e i ricavi da stadio. C’è molto altro oltre a queste voci. Penso che le persone che sono a capo del Milan non abbiano ben capito che nonostante si tratti sempre di un grande club, la considerazione all’estero e le connessioni con i fans anche a causa della mancata partecipazione alla Champions League.”

Sui rapporti con il fondo Elliott Management: “Nel febbraio 2018 ho chiesto ad uno degli uomini di Elliott se fossero loro i registi degli attacchi mediatici che ci colpivano e se il tutto era volto a far si che il club finisse nelle loro mani. Ovviamente, hanno sempre negato.”

MILAN HAN LI – Poi, ancora sui media: “Penso che alla fine si siano comportati diversamente anche nei nostri confronti. Ho chiesto, penso a febbraio 2018, uno dei ragazzi di Elliott direttamente se fossero stati responsabili della messa in atto di quegli attacchi mediatici e se avessero voluto il club da soli. Certo, l’ha negato. Avevamo sentito parlare della reputazione di Elliott, ma non sai mai se i rapporti sono reali fino a quando non conosci davvero qualcuno. Le storie avrebbero potuto essere messe lì dai concorrenti, ci sono diversi motivi. Se si fossero comportati perfettamente, tutto ciò di cui avevamo bisogno era il rifinanziamento del debito. Ma questo non è accaduto come ci aspettavamo, non era liscio come ci aspettavamo! “

Sui problemi riscontrati durante la gestione: “I problemi non riguardavano i tifosi, ma le persone di alto livello, quelle importanti, quelle che avevano il potere di proteggere i propri interessi. Tenterebbero di fare di tutto per stare lontani da noi e per tenerci fuori dal giro.”

 

 

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