MILAN GIRONE DI ANDATA: l’analisi sulla sorprendente prima metà di stagione dei rossoneri in testa alla classifica.

Con la brutta sconfitta contro l’Atalanta a San Siro, lo scorso sabato si è chiuso il girone di andata della squadra di Pioli. Le prime 19 partite, al di là di quest’ultimo episodio, ci hanno però raccontato di un Milan in grado di giocarsi ogni gara al massimo delle proprie potenzialità. Caratteristica principale, infatti, quella di condurre in maniera costante un calcio propositivo e divertente.

Se i rossoneri si trovano in testa alla classifica a metà campionato, infatti, lo devono soprattutto alle solide basi gettate nel corso della stagione scorsa, organizzate con attenzione da Stefano Pioli e dalla dirigenza milanista, che per la prima volta dopo anni di incertezze e rivoluzioni sembra compatta e con idee chiare.

MILAN GIRONE DI ANDATA: I NUMERI DEI ROSSONERI

Analizzando la stagione del Milan ci si accorge, contro ogni pronostico della vigilia, che i numeri sono impressionanti.

Dopo la 19esima di Serie A si trova al primo posto con 43 punti, 18 in più rispetto allo scorso anno, frutto di ben 13 vittorie, 4 pareggi e sole 2 sconfitte maturate contro Juventus e Atalanta. In più, l’impressione che si ha è che il percorso del gruppo non si sia mai fermato, proseguendo sulla falsa riga degli ottimi risultati della fine del passato campionato.

IL PERCORSO CRONOLOGICO

Cronologicamente, per arrivare al primo passo falso dei rossoneri bisogna aspettare la quinta giornata, un 3-3 con la Roma, successivo alla vittoria nel derby. Da lì in poi sono state per la maggior parte vittorie, comprese quelle pesanti contro Napoli e Lazio, e altri tre pareggi con Verona, Parma e Genoa.

Conclusosi il 2020 calcistico, il gennaio 2021 è stato macchiato da due importanti sconfitte, entrambe a Milano, con la Juve di Pirlo e la dea di Gasperini. Nello stesso periodo la squadra di Pioli ha anche segnato sei gol, senza subirne, contro Benevento, Torino e Cagliari.

Tirando le somme, il Milan dovrà ora dimostrare di riuscire ad affrontare la seconda metà di campionato gestendo delle pressioni decisamente maggiori rispetto alla prima. L’idea che la società ha suscitato nei tifosi e negli addetti lavori con gli arrivi di Meitè, Mandzukic, e Tomori, è che voglia puntare al bersaglio grosso, oltre all’obiettivo dichiarato della qualificazione alla prossima Champions League.

 

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