MILAN GAZIDIS SU DONNARUMMA – In una lunga intervista a “Il Corriere dello Sport“, Ivan Gazidis parla del momento del Milan, toccando diversi temi.

Così il dirigente rossonero: “Ibrahimovic? E’ stato sorprendente conoscerlo. E’ straordinariamente divisivo: o lo ami o lo odi. Penso che investa su questa caratteristica per motivare se stesso. E’ un uomo molto intelligente e ha anche un lato soft, che esprime nel rapporto con la squadra. Non è sufficiente ruggire come un leone sul campo per guadagnarsi il rispetto dei compagni. Sono molto utili i momenti – diciamo così – di tenerezza. Una parte di lui è destinata all’immagine pubblica. Prevale comunque la componente motivazionale: Ibra non si accontenta mai, è sempre sopra le righe, il leone se lo sente addosso. E ovviamente non pensa di essere Dio. Il desiderio di essere qualcosa in più, e di diverso, è nella sua natura. Il gruppo è fortemente stimolato dalla sua presenza. Ed è un fatto notevole che, a 39 anni, Ibra riesca ancora a competere a questi livelli e a essere così determinato a vincere – è eccezionale“.

MILAN GAZIDIS SU DONNARUMMA

MILAN GAZIDIS SU DONNARUMMA – Poi: “Donnarumma? Non voglio rivelare i dettagli, né la tempistica, e non conosco i confini del rapporto tra Gigio e Raiola. Alla fine, ovviamente, la decisione è sempre del calciatore. Quello che posso dire è che Gigio è stato un professionista eccezionale, in ogni singolo giorno, e nell’ultima partita contro l’Atalanta non c’era nessuno più felice di lui per la qualificazione in Champions. Nutro una stima assoluta nei suoi confronti, così come rispetto le sue scelte. Nessun accento negativo. Ha fatto ciò che pensava fosse meglio per lui, e ci sono alcune ragioni dalla sua parte, ma non indico quali“.

Infine su Giroud: “Quando arrivai al Milan, credo addirittura il primo giorno, dissi che avremmo costruito la squadra sui giovani, ma senza escludere elementi esperti che avrebbero rinforzato il gruppo dandogli una guida. Non ho mai detto no a Ibra. Anzi, fu lui a dirci di no un anno, non voleva lasciare i Galaxy. Ne favorii l’arrivo e, per di più suggerii l’acquisto di Fabregas, che non andò in porto per altre ragioni“.

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