Milan Boban – Oggi i rossoneri di Giampaolo scenderà in campo per la prima di campionato. Il Chief Football Officer del Milan Boban è stato protagonista di una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport. Ecco le sue dichiarazioni:

Il mercato del Milan.
“I milanisti soffrono la campagna acquisti dell’Inter? Non voglio paragonare gli operati, tantomeno discutere sul mercato delle altre società, ma posso dire che solamente il tempo e i risultati ci diranno chi ha lavorato bene e chi no. Secondo noi, stiamo facendo il massimo considerando le varie problematiche, che sono reali. Ci vorrà del tempo, ma siamo il Milan, e, quindi, dobbiamo in qualche modo bruciare le tappe. Ne siamo tutti consapevoli. Poi, i grandi nomi possono anche non corrispondere ai giocatori giusti: Kakà lo conosceva qualcuno quando è arrivato?Sono convinto che alla fine i nostri tifosi saranno contenti delle nostre scelte. La verità è che non cerchiamo fuochi d’artificio insensati, come qualche anno fa. Bisogna fare le scelte più logiche”. 

Voci di mercato su Donnarumma, Suso e Kessie.
“La nostra volontà è di tenerli, assolutamente”. 

Correa sembrava vicino al Milan.
“Vuole venire al Milan? Il Milan è una società corretta e elegante, e quindi non farà mai leva sulla volontà del giocatore. Figuriamoci in questo caso, visto il grande rispetto che nutriamo per l’Atletico Madrid e il presidente Gil, che è un amico”. 

Il FPF blocca alcune squadre.
“Io credo che il Fair Play Finanziario abbia generato stabilità nel sistema. Complessivamente ha fatto bene al calcio, ma credo anche che la Uefa si renda conto che vada adattato e rifinito. Tutto è migliorabile ovviamente, anche il Fair play finanziario”.  

Qual è il ruolo del Milan in questo campionato?
“Sappiamo qual è il ruolo del Milan. Anche se in questo momento deve tenere un profilo basso, resta sempre un club di appeal mondiale”. 

Mantenere un profilo basso.
“Non vorrei che si scambiasse il basso profilo con l’assenza di ambizione. Il nuovo proprietario ha portato stabilità e l’obiettivo (altrimenti, né Paolo e nemmeno io saremmo qua) è un Milan vero, che ritorni a essere protagonista e vincente, giocando un calcio offensivo e di carattere. Il presidente Scaroni ha fatto una battuta su una Juve leader italiana e un Milan più mondiale, ma sappiamo bene che noi dobbiamo fare tanto e velocemente per stare lì dove sta la vecchia Signora, che è sempre stata sì italiana, ma anche mondiale. Poi, è vero che il Milan ha un fascino tutto suo, unico, ma se non vinci e non giochi bene, la storia conterà sempre di meno”. 

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