IBRA MILAN – Stando a quello che viene rilanciato nelle ultime ore da oramai tutti i maggiori siti e quotidiani nazionali, Zlatan Ibrahimovic sarebbe a un passo dal ritorno al Milan.

Chiariamo subito un possibile equivoco: chi scrive non ce lì’ha con il Milan e giudica il calciatore svedese uno dei giocatori più influenti degli ultimi 15 anni – nel bene e a volte anche nel male. Però una domanda sorge spontanea: il Milan cosa se ne fa, oggi, del trentottenne Zlatan Ibrahimovic?

Ibra per aiutare un Milan che resta un cantiere aperto

I rossoneri sono una società in difficoltà, da anni. Sono un cantiere aperto, anzi dopo l’ennesimo cambio in panchina appaiono più come un’idea che deve ancora essere messa su carta. Il progetto che coinvolgeva tanti giovani – e italiani – sembra messo da parte con il passare dei mesi e dei dirigenti.

Alcuni è vero, non hanno soddisfatto e reso, altri sono stati ceduti per fare spazio a giocatori che poi, nel concreto, non hanno dato chissà quale contributo decisivo.

Allora il Milan, dopo l’avvicendamento tra Giampaolo e Pioli, si è ritrovato, complice anche un calendario difficile, non troppo distante dalle zone calde – ma, suvvia, non crederete mica davvero alla favoletta che il Milan possa davvero rischiare di affondare in zona retrocessione?

Difesa e centrocampo ok, in attacco i problemi

La dirigenza ha visto che in difesa si reagisce bene – Romagnoli e Donnarumma sono una sicurezza, Theo cresce e prima o poi sarebbe bello, anche per il calcio italiano, ritornare a fare i conti con Conti.

A centrocampo Benaccer è davvero un bel giocatore. Imposta, dà ritmo, ha grinta e gamba giusta per emergere e poter ambire un giorno a squadre di livello superiore. Poi, va beh, tutto quello che ci sta attorno tra mezz’ali e mezzi fantasisti che non sto nemmeno a citare, abbatte il livello, ma tant’è che è in attacco che il Milan ha i maggiori problemi.

Piatek al momento è in crisi di gol e un attaccante senza reti è come un marinaio bloccato sulla terraferma. Leão sembra un buon prospetto, ma appunto: buon prospetto.

Di certo non il giocatore su cui basare una squadra che una volta dominava in Europa e ora avrebbe solo voglia, come i propri tifosi, di recuperare il tempo perduto.

Si cerca di adattare a esterni offensivi alcune dei mezzi fantasisti di cui sopra, oppure si cerca di adattare sulla trequarti altri che farebbero meglio da esterni offensivi. Insomma il Milan di questi tempi è più simile a un bouillabaisse di pangasio spacciato per baccalà.

Ibra al Milan cosa serve?

E allora cosa si è pensato di fare per arginare la situazione? Di andare sul mercato e farsi convincere, probabilmente dalla forza del suo procuratore, a comprare Zlatan Ibrahimovic.

Ibrahimovic ha 38 anni compiuti da poco, è stato una stella di prima grandezza, ma dopo una stagione in MLS sembrerebbe più giocatore utile a cause differenti, da squadre magari con poche ambizioni e da metà classifica. Da squadra che magari da uno come lui cercano i gol a fine carriera, per salvarsi o per una posizione tranquilla in classifica.

A meno che l’equivoco non sia proprio questo: il Milan cerca i gol per salvarsi e del progetto da costruire intorno ai giovani non è rimasto niente – vedi la cessione di Cutrone quest’estate, di certo non un fenomeno, ma un ragazzo su cui sarebbe stato utile puntare. Quindi la risposta al quesito del titolo sarebbe una sola e soltanto: il Milan di oggi è questo, il progetto è dietro una fitta nebbia, e non può pensare di meglio che a uno Zlatan Ibrahimovic a fine carriera e a parametro zero.

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