“L’amore per il calcio è stato il mio miracolo. Mi lussai il ginocchio destro nel match contro il Celta Vigo; il Dottor Ramón Cugat mi disse che non sarei più tornato a giocare a calcio. Sono riuscito a vincere Copa Libertadores e Recopa Sudamericana. Grazie a Dio ho ancora la gamba”. Rimbombano nella testa le parole di Miguel Angel Benitez che si è raccontato in esclusiva ai microfoni di EuropaCalcio.it.

Miguel Angel Benitez non rinnega il periodo trascorso all’Atletico Madrid: “ho dimostrato le mia abilità di giocatore, forse non sono stato apprezzato come gli altri perché provenivo da una squadra minore. La priorità l’avevano i vari Simeone, Caminero, Kosecki e Rocha“.

“El Peque” Benitez ricorda con affetto il gol alla Nigeria nel Mondiale del 1998: “lo dedicai a mia madre per il suo compleanno. Grazie a Dio quella rete ci aiutò a qualificarci agli ottavi di finale. Fino a quel momento era stato il miglior gol del Mondiale”; sul suo futuro: “Mi piacerebbe firmare con un club spagnolo per dare un’opportunità ai giovani calciatori paraguayani”.

Questi i temi trattati da Miguel Angel Benitez in esclusiva ai microfoni di EuropaCalcio.it.

Emergenza Coronavirus in Paraguay. Com’è la situazione?

“Oggigiorno siamo in quarantena. Siamo i meno contagiati in Sud America; questo confinamento servirà al Governo per prepararci in modo ottimale prima del picco dei contagi del Covid-19 o del Coronavirus, nome con cui lo conosciamo nel Mondo. Il Paraguay non è un Paese preparato come quelli europei in tema di salute”.

Sei d’accordo con lo stop definitivo del calcio oppure speri in una ripresa?

“La ripresa rappresenterebbe un esperimento che innescherebbe un effetto domino. Stiamo attraversando questo periodo che purtroppo ha colpito tutto il mondo; bisogna pazientare ancora e finalmente supereremo tutto”.

Ricordi la trattativa che ti portò all’Atletico Madrid?

“Ero al Calpe, squadra residenziale della zona valenciana: sono stato capocannoniere del campionato per tre stagioni consecutive. Successivamente andai in Paraguay per un provino con l’Olimpia, ma non si raggiunse l’accordo con il club e dovetti tornare in Spagna. Dal Paraguay andai direttamente a Madrid per provare con l’Atletico Madrileño, una squadra filiale dell’Atletico Madrid; i 4 goal segnati nel provino convinsero i dirigenti: furono fondamentali per restare con l’Atletico Madrid“.

Cosa non ha funzionato con la maglia dei Colchoneros?

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Miguel Angel Benitez con la maglia dell’Atletico Madrid.

“La verità è che nulla è andato storto, al contrario. A Madrid ho dimostrato le mia abilità di giocatore, forse non sono stato apprezzato come gli altri perché provenivo da una squadra minore; non è mai mancato, però, il mio impegno verso il club. Lo staff tecnico non mi ha dato l’opportunità e la continuità per affermarmi da titolare. La priorità l’avevano gli acquisti milionari che arrivarono all’Atletico. Diego Simeone, ceduto successivamente all’Inter, José Luis Pérez Caminero dal Valladolid, Román Kosecki e Iván Rocha“.

Che giocatore era Diego Simeone?

“Ci siamo allenati e abbiamo giocato insieme per poco tempo, nel mercato invernale fui ceduto al Merida. Simeone è un gran professionista con molto carattere, è un vincitore nato”.

Ti aspettavi una carriera così ambiziosa del Cholo come allenatore?

“Sono felice per la sua carriera, dietro c’è molto sacrificio e disciplina; Diego è sempre stato un leader positivo dentro e fuori dal campo e il suo lavoro ha dato i suoi frutti. Sono felice per lui, tutti i tecnici sognano una carriera uguale o migliore, ma la realtà è che tutto dipende dai risultati”.

E’ stato più bello battere l’Atletico Madrid in finale di Copa del Rey o il Sao Caetano in Copa Libertadores?

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Miguel Angel Benitez esulta dopo la rete contro la Nigeria.

“Mi sarebbe piaciuto giocare in finale di Copa del Rey, ma dopo la qualificazione contro il Celta Vigo sul loro campo subii un infortunio che mi tenne lontano dai campi di gioco per un anno e quattro mesi. Lussazione del ginocchio destro. L’amore per il calcio è stato il mio miracolo. Diventare campione con l’Olimpia nel mio Paese è stato un grande successo per me dopo tutto quello che avevo passato. Il Dottor Ramón Cugat, il miglior chirurgo ortopedico del mondo, mi disse che un infortunio del genere non l’aveva mai visto e lo comparò ad un incidente stradale; mi disse che non sarei più tornato a giocare a calcio. Beh, riuscii a vincere la Copa Libertadores e la Recopa Sudamericana…“.

Parlaci della rete contro la Nigeria ai Mondiali del 1998. Al Paraguay serviva una vittoria per passare il turno…

“Per me quel gol è stato speciale: lo dedicai a mia madre per il suo compleanno. Grazie a Dio quella rete ci aiutò a qualificarci agli ottavi di finale. Fino a quel momento era stato il miglior gol del Mondiale“.

Avete dato il cuore contro la Francia agli ottavi. Secondo te cosa è mancato in quella partita per qualificarvi ai quarti?

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Miguel Angel Benitez in azione contro la Francia.

“Contro la Francia mancò la concentrazione: ci fecero gol a pochi minuti dal termine. Blanc riceve una palla in seconda battuta ed era solo nell’area di rigore, doveva solo spingerla dentro. La Francia non voleva andare ai rigori perché Chilavert era in ottima forma; fummo eliminati dal golden gol”.

Perché vi chiamavano il “Gruppo della Morte”?

“Ci chiamarono così perché riuscimmo a passare il turno nonostante il gruppo con Spagna, Nigeria e Bulgaria. Siamo stati la sorpresa del girone. Tutti pensavano che il Paraguay sarebbe stata la prima Nazionale ad essere eliminata…”.

Hai giocato all’Espanyol con Mauricio Pochettino. Come giudichi il suo lavoro al Tottenham?

Mauricio Pochettino è un grande professionista, il suo ottimo lavoro al Tottenham ha dato i suoi frutti”.

Secondo te Pochettino riuscirà a guadagnarsi una panchina importante per la prossima stagione? Forse il Manchester City…

“Non ho dubbi sul fatto che d’ora in poi i grandi club europei potrebbero contattarlo per assumerlo. Se fosse per me, mi piacerebbe vederlo in Spagna“.

Nel 1999 un giovanissimo Eto’o approdò in prestito all’Espanyol dal Real Madrid. Che ricordi hai di quei 6 mesi trascorsi insieme?

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Miguel Angel Benitez con la maglia dell’Espanyol.

Eto’o aveva una condizione fisica straordinaria e lo dimostrava con noi in allenamento. Il tecnico Miguel Brindisi sbagliò a non inserirlo e lui ebbe successo al Mallorca. Brindisi non riuscì a chiudere la stagione alla guida dell’Espanyol a causa della pessima prestazione proprio contro il club catalano…”.

Hai ricevuto proposte da altre squadre che poi non si sono concretizzate?

“Dopo aver giocato la Coppa del Mondo nel 1998 e la Copa America nel 1999, in Paraguay aumentò la mia fama di calciatore. Dopo un inizio spettacolare, però, arrivò l’infortunio che mi tenne lontano dai campi di gioco per molto tempo. I tifosi credevano che non avrei più avuto voglia di giocare a calcio. Nel mese di dicembre mi sarei potuto trasferire in un club inglese, ma ringrazio Dio che ho ancora la gamba”.

Quale allenatore è riuscito a farti rendere al meglio?

José Antonio Camacho aveva molto carattere, era un vincitore ed un professionista impeccabile; da lui ho imparato come si gestisce un gruppo di calciatori. Anche Bielsa era un ottimo motivatore ed un buon stratega; ogni partita con lui era differente, ad ognuno di noi affidava un foglio con su scritto ciò che sarebbe accaduto nella partita. Era super professionale, ci mostrava 15 minuti di video relativo all’avversario che avremmo dovuto affrontare”.

C’è qualche talento paraguayano che vorresti consigliare alle big europee?

“In questo momento siamo fermi a causa del Coronavirus, ma posso affermare che il 95% dei calciatori che fanno parte della Nazionale gioca all’estero: Brasile, Argentina, Messico, Stati Uniti e Inghilterra; è una generazione importante di giovani che spero possano portarci ad un altro Mondiale“.

Presente e futuro di Miguel Angel Benitez.

“Vorrei fare l’allenatore o il direttore tecnico. Posseggo un centro di formazione, alleno i calciatori svincolati; quelli che fanno la differenza firmano con club di prima o seconda divisione. Spero di inaugurare al più presto anche la nostra scuola calcio. Successivamente mi piacerebbe firmare con un club spagnolo per dare un’opportunità ai giovani calciatori paraguayani”.

 

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