MERCATO GENOA MARCHETTI – Federico Marchetti, attuale portiere del Genoa ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva ad EuropaCalcio con Diego Marino. Di seguito l’intervista, in cui il portiere ex Lazio ha parlato di passato, presente e futuro.

 

Federico Marchetti, classe 83 un ottimo portiere Italiano, ci racconti un po’di te, dell’inizio carriera fino a toccare secondo il mio parere l’apice con la Lazio e l’ultima stagione forse deludente ma non per colpa tua al Genoa?

“Ho fatto un percorso di crescita che definirei “regolare” per qualsiasi giovane atleta che si approccia al professionismo; partendo dalla primavera del Torino a quella che oggi viene chiamata lega pro, poi la Serie B con l’Albinoleffe fino ad approdare all’ambita serie a con il Cagliari alla guida di mister Allegri.

Gli anni al Cagliari sono stati una vetrina determinante per la mia carriera perché hanno sancito sia la mia convocazione tra la Rosa dei 23 azzurri del mondiale in sud Africa di mister Lippi che il mio ingresso alla Lazio.

Alla Lazio sono rimasto legato per ben sette anni tra “altissimi” e “bassissimi” ormai assai noti. I primi tre anni sono stati qualcosa di magico tanto che ancora oggi essere appellato come “eroe del 26 maggio” mi fa venire la pelle d’oca.

Ricordo con grande emozione le annate a seguire che purtroppo, a causa di qualche infortunio, sono stato relegato ai margini della squadra per tutta la scorsa stagione. La società aveva puntato sull’altro portiere, più giovane, e un’ atleta del mio profilo risultava ingombrante.

Questo mi ha fatto chiaramente vedere come stanno le cose: nel calcio è un attimo che sei “indispensabile” e un nano secondo che diventi “un esubero”. Non dimentichiamo che più vai avanti con gli anni, più nonostante la forma fisica eccellente e la voglia più viva che mai, è più difficile poterlo dimostrare perché non te ne danno il tempo. Si è visto nella mia precedente stagione con il Genoa”.

 

Undici presenze in Nazionale, cosa si prova a indossare la maglia azzurra?

“Indossare la maglia della Nazionale è come avere addosso la camicia di Nesso, non vorresti mai più levarla! Dal mondiale in Sud Africa agli Europei del 2016 è stato un onore ed un privilegio essere chiamato a rappresentare l’Italia per lo sport che da sempre è stato la mia ragione di vita.

Per un giocatore è una responsabilità incredibile e in quei 90’ con gli occhi del mondo puntati addosso ci sono due vie all’orizzonte, quella della paura e quella del panico che prendono il sopravvento; ti fanno perdere le redini consegnandoti a testa bassa agli avversari (e alla flagellazione del pubblico); e quella dell’orgoglio, la via che ho sempre battuto e che preferisco.

Entri in campo, si accendono le luci e tutto ciò che c’è attorno sparisce. Ci sei tu, con i tuoi compagni, il mister e gli avversari dall’altra parte e mentre indossi i guantoni sei li che dici a te stesso  “e adesso, Marchettone divertiamoci e facciamogli il culo tricolore!”

 

Inizialmente da “giovane” giocavi come attaccante, cosa ti ha spinto a cambiare ruolo?

“Un caso. Un puro caso… se credessi nel caso. Mi piace di più pensare che sia stato un dono dal cielo che mi è arrivato sotto forma di pioggia battente ed incessante. Quel giorno al campetto dove mi allenavo mancava il portiere proprio a causa di quella pioggia… mio fratello aveva detto al mister di rimpiazzarlo con me che tutto sommato ero “bravino” anche in porta. E Pam! È andata così, infatti amo la pioggia non per niente!!”

 

26 maggio 2013, una Coppa Italia vinta contro la Roma, ci descrivi quei momenti intensi?

“Quel 26 maggio 2013 è entrato nella storia della Lazio e un giorno quando avrò un figlio glielo racconterò; penso di avere ancora gli occhi lucidi nel ricordarlo, perché si, io c’ero. La settimana di ritiro a Norcia che ha preceduto la gara è stata da una parte un peso enorme perché ci ha allontanato dalle famiglie, dall’altra cementifica per il gruppo perché lo ha reso più unito di sempre”.

 

Qual’é stato l’attaccante più difficile da marcare? E invece il difensore che ti ha maggiormente impressionato?

“L’attaccante che mi ha impressionato di più, e che fortunatamente per me non mi ha mai impensierito perché è stato un mio compagno alla Lazio è Miroslav Klose. Per la difesa devo necessariamente menzionare tra i top Stefan de Vrij“.

 

MERCATO GENOA MARCHETTI

L’anno passato con il Genoa, poche presenze rispetto alle aspettative, secondo te come mai?

“Beh credo che ad oggi sia storia abbastanza nota e chiara per tutti. Avevo bisogno di carburare e avevo bisogno del campo. Invece dopo 5 partite disputate di cui 3 vittorie e 2 sconfitte è iniziata la mia panchina.  Penso che per un professionista come me sia una situazione aberrante.

È chiaro che essendo un uomo ben centrato non mi sono mai lasciato scoraggiare né dai nuovi tifosi ai quali per comprensibilissime ragioni – se non giochi non puoi entrare nei loro cuori –  stavo abbondantemente sulle scatole soprattutto agli inizi, né dalla società che evidentemente aveva dirottato con molta velocità i propri piani riguardo al mio futuro. Da primo a quarto portiere.

Se fossi un rosicone avrei fatto le guerre, ma non lo sono. Non sono neanche uno stupido che sia chiaro, ma le guerre non scrivono la storia di un professionista; se c’è qualcosa che non mi potranno mai levare è proprio la serietà e il rispetto con cui mi approccio al lavoro”.

 

Secondo Federico Marchetti il campionato passato nelle parti alte della classifica ha veramente dimostrato il valore del nostro campionato? E i giudizi anche in zona retrocessione secondo hanno rispecchiato la realtà dei fatti?

“La Juventus è la più forte e in questo campionato, come nei precedenti, si è guadagnata i suoi successi. In zona retrocessione credo che anche qui le sentenze siano state purtroppo giuste; tra le squadre retrocesse solo l’Empoli non meritava la B per il buon gioco proposto”.

 

MERCATO GENOA MARCHETTI – Il futuro di Federico Marchetti, ancora Genoa o c’è qualcosa che bolle in pentola?

“Con il Genoa ho un contratto per tutta la prossima stagione e l’opzione per quella successiva; tuttavia nonostante il legame che ho maturato per la squadra e per la maglia viene da sé che questo non è sufficiente per un giocatore come me che ha ancora voglia di stare in campo e non in panchina. Ho ricevuto alcune proposte interessanti, tutte all’estero e in squadre con profili appetibili. A dirla tutta sono tentato ma da una parte la voglia di rilancio nel campionato italiano è più forte. Si vedrà nei prossimi giorni”.

 

MERCATO GENOA MARCHETTI – Grazie a Federico Marchetti, inoltre il nostro amico Andrea ha per lui realizzato la “Figurina Pupini”, qui il suo profilo Instagram

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