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Mazzarri: “Napoli nel cuore, Hamsik unico. Sbagliai a scegliere l’Inter”

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MAZZARRI NAPOLI HAMSIK INTER – Il Corriere dello Sport dedica un’ampia intervista all’allenatore del Torino Walter Mazzarri che con i granata sta vivendo un momento non facile. Tra i temi toccati, c’è però soprattutto il suo passato che si chiama Napoli.

Sulla partita più bella con gli azzurri: “La gara più bella? Forse il 3-2 a Torino contro la Juventus. Perdiamo 2-0, decido di togliere Campagnaro e di puntare su Datolo, un centrocampista. La svolta. Vinciamo 3-2 in rimonta con sorpasso grazie a una doppietta di Hamsik e a un gol proprio di Datolo. Si può immaginare cosa sia per un tifoso azzurro sbancare Torino bianconera con quelle modalità. Ma ne avrei tante altre: Napoli-Chelsea con un’eliminazione bruciante dalla Champions a Londra. La Coppa Italia dopo 22 anni: 2-0 alla Juve di Conte”.

MAZZARRI NAPOLI HAMSIK INTER – Poi si sofferma su Hamsik in particolare: “Il calciatore ideale. Intelligente, professionale, si allena sempre con il sorriso. È un esempio. Per un allenatore avere uno come Hamsik in squadra è il massimo della fortuna. Il professionista ideale. L’intensità del nostro rapporto partiva da un rispetto profondo, unico. Non lui per me, lui per tutti”.

Sulla fine della storia d’amore con il Napoli: “Gli ultimi mesi furono difficili, complicati, tormentati. Amore vero, ma fine di un ciclo fantastico. Mi voleva il mondo, credimi. Il mondo. E non intendevo deteriorare il rapporto con De Laurentiis, infatti dissi a tutti ‘ne parliamo a primavera inoltrata, non tormentatemi’. Chiedi all’avvocato Bozzo che curava i miei interessi. Lui mi proponeva ‘andiamo di qua, ci aspettano per parlare di là’. Certo, faceva bene il suo lavoro, ero un allenatore in scadenza. Ma avrei mancato di rispetto al Napoli, avrei calpestato quattro anni fantastici”.

MAZZARRI NAPOLI HAMSIK INTER – Sulla scelta di andare all’Inter: “Non avevo valutato bene la rosa, sono stato superficiale. E ho pagato. Moratti da lì a poco avrebbe ceduto il club, la colpa era sempre di Mazzarri. Mettiamola così: ci ho lasciato le penne perché era scritto così, se avessi ragionato non sarebbe accaduto”.

Su Cavani: “Era reduce da una stagione da 14 gol, a Napoli raddoppiò, nel terzo anno addirittura 29. Ecco, questi numeri sono come le classifiche: nessuno può contraddirli, archiviati in qualsiasi banca dati”.

Sulla limitazione delle sostituzioni non è d’accordo: “Ne vorrei almeno 4 ma anche 5. Devono essere cambi per non speculare. Altrimenti, cartellino giallo. In questo modo si aiuterebbe maggiormente l’allenatore e aumenterebbe la competizione, quella costruttiva, dentro un gruppo”.

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