MAURO CARRETTA KUMBULLA – Mauro Carretta è stato il vice di Fabio Grosso all’Hellas Verona nella stagione 2018-19 fino alla 36a giornata; l’ex calciatore di Perugia e Juventus, infatti, dopo la sconfitta interna contro il Livorno per 2-3, fu sollevato dall’incarico e sostituito da Alfredo Aglietti.

Durante quell’annata, Mauro Carretta ha lavorato, tra gli altri, con Marash Kumbulla, Davide Faraoni, Marco Silvestri e Mattia Zaccagni, ovvero i calciatori del momento in casa Hellas; una menzione particolare la merita il difensore classe 2000, che con le sue ottime prestazioni in campionato – prima del blocco dovuto all’emergenza Coronavirus – ha attirato su di sé l’attenzione di Inter e Napoli.

EuropaCalcio.it ha contattato in esclusiva Mauro Carretta per un focus più dettagliato sui calciatori sopra citati.

SU KUMBULLA – “Sicuramente è un giocatore molto strutturato, molto inquadrato, che sa quello che vuole. Io lo conosco dai tempi della Primavera; l’anno scorso ha avuto parecchie difficoltà a livello fisico che gli hanno impedito, secondo me, di emergere; era consapevole delle sue qualità già nella passata stagione.

Quest’anno è riuscito ad imprimersi sin dalle prime partite. Marash è un giocatore molto aggressivo, l’ideale per una difesa a tre, ma ha le capacità tattiche anche per sapersi destreggiare anche in una difesa a quattro. Kumbulla è uno dei giovani nati nel 2000 più interessanti e più forti.

Secondo me è pronto per una grande squadra – sottolinea Mauro Carretta su Kumbulla – perché lo sta dimostrando quest’anno. Nelle partite contro le big di Serie A è stato sempre all’altezza e non ha mai subito nessun calciatore che ha affrontato. In un top club, affiancato magari da un calciatore più esperto, può fare la sua figura, come ha già dimostrato col Verona che è una compagine di medio-alta classifica.

Lo vedrei molto bene nell’Inter di Antonio Conte – prosegue Mauro Carretta su Kumbulla – perché è più indicato, secondo me, per una difesa a tre; può ricoprire indistintamente tutti i ruoli. Attraverso uno studio statistico effettuato dalla SICS, Kumbulla è il secondo calciatore, in Serie A, tra i difensori, che recupera più palloni nella metà campo offensiva dopo Godin.

Quello che mi ha maggiormente impressionato di Kumbulla l’anno scorso, quando ha esordito in un’amichevole importante che abbiamo fatto in Germania, è la capacità di reagire immediatamente dopo l’errore, qualunque esso sia. Questa peculiarità determina la forte personalità di Kumbulla inserito in un contesto di prima squadra”.

SU FARAONI – “Davide fa bene entrambe le fasi, può giocare sia da terzino che da quinto di centrocampo. L’anno scorso ha fatto bene anche da mezzala; è un giocatore intelligente, molto duttile, tattico, di grande temperamento e corsa, oltre ad essere un gran lavoratore.

Roma e Napoli interessate a Faraoni? Lo vedrei bene in entrambe le squadre. Davide ha una spiccata capacità di adattamento, una duttilità importante che gli permette, dandogli il tempo giusto, di potersi inserire in un contesto già ben amalgamato. Faraoni può esprimersi bene in entrambe le compagini”.

SU SILVESTRI – “Secondo il mio parere è uno dei portieri più forti del panorama italiano e lo sta dimostrando quest’anno. Quello di Silvestri è un percorso importante avendo giocato anche in Inghilterra con il Leeds; è un portiere molto determinato, di grande temperamento e con grandissima personalità oltre ad essere un grande lavoratore. Si allena sempre al meglio, è molto coraggioso; non è un portiere che sta sulle sue ma va oltre, cerca le sfide, è abile nelle uscite; è molto bravo anche con i piedi.

Una sua peculiarità? Marco possiede una grande reattività e va a cercare sempre la palla, che per i portieri è molto importante.

L’interessamento di quale big? Per me è pronto per fare il salto di qualità. Come caratteristiche lo paragonerei ad Handanovic“.

SU ZACCAGNI – “L’anno scorso in Serie B ha dimostrato di essere il calciatore più forte della categoria in progressione palla al piede, sia nel posizionamento che nell’attaccare lo spazio. Zaccagni è un calciatore di grande frequenza sia senza palla che con la palla, molto dinamico, ed è ideale per il modulo adottato da Juric. Ero certo che Mattia Zaccagni avrebbe fatto bene anche in Serie A“.

 

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