Materazzi: “Inter: non prendere gol. Assenza Messi un bene per noi, un male per il calcio”

Materazzi: “Inter: non prendere gol. Assenza Messi un bene per noi, un male per il calcio”

MATERAZZI INTER – Nel 2010 l’Inter sfidò il Barcelona per l’accesso alla finale di Madrid. Sembra passata un’epoca calcistica, e in realtà lo è. Le due squadre sono cambiate, da allora l’Inter dopo aver vinto quel trofeo cerca nuovamente di rientrare in una dimensione che gli compete. Mentre il Barcelona deve fare i conti con un cambio generazionale che ha visto via via smettere Iniesta, Xavi e Puyol, tanto per citare i grandi leader di quella squadra.

A proposito di leader: uno dei grandi protagonisti di quella sfida però, vestiva la maglia dell’Inter; parliamo naturalmente di Marco Materazzi. In un’intervista rilasciata per Marca e trascritta dal sito alfredopedulla.com, Marco Materazzi, ex capitano dell’Inter, parla così della sfida di allora e della Champions di adesso.

Per provare a vincere, bisognerà innanzitutto non prendere gol. Vedremo se giocherà Messi: in caso contrario sarà un peccato per il calcio; ma anche un bene per l’Inter perché Messi è il calcio. È impossibile fermarlo, bisogna solo sperare che sia in una giornata no.

Il Barcellona è sempre forte, ma ora non mette tanta paura alle rivali. Non è quello del 2010, quella squadra non tornerà mai. Giocavano a memoria, dei fenomeni. Ora ce ne sono tre o quattro, ma allora erano dieci e un alieno chiamato Messi.

Mourinho insistette sul fatto che non dovevamo commettere alcun errore se volevamo passare. Era molto importante segnare in casa e lo facemmo. Quel Barcellona era quasi imbattibile, il più forte della storia.

Dopo l’andata andammo a Barcellona con fiducia, anche se sapevamo che con Messi in campo poteva succedere qualsiasi cosa. L’espulsione di Motta fu ingiusta, ma invece di ammazzarci unì il gruppo. Eravamo una cosa sola, chi era in campo e chi in panchina.

Quest’anno l’Inter deve affermarsi in Italia, prima di pensare alla Champions. Non si vince al primo anno in Europa. Abbiamo visto che il Liverpool ha avuto un processo di sei-sette anni ad alto livello prima di vincere la Champions.

L’Inter è molto solida, prende pochi gol. Tutti sono molto organizzati dietro la palla, è molto difficile da affrontare. Conte ha portato solidità. Non è facile quando ci sono tanti nuovi arrivi e un allenatore nuovo. Non si può pretendere il calcio spettacolo.

Si stanno costruendo le fondamenta. Godin ha portato una grande esperienza. Ha il vantaggio che la filosofia di Simeone è molto vicina a quella di Conte. L’adattamento sarà più facile. Sanchez è stato tra gli ultimi ad arrivare.

La preparazione in Inghilterra è diversa che in Italia, serve pazienza. Lukaku è un giocatore che si sacrifica molto per la squadra. Ci si aspetta segni 20, 30, 40 gol, ma è molto più di questo“.

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