Mario Pasalic: la luce dell’est nerazzurra

Mario Pasalic: la luce dell’est nerazzurra

Mario Pasalic: il vero superMario della Serie A

Prima doppietta in Serie A, ma dal peso enorme, come tutte le reti siglate finora dal centrocampista croato. Nel giro di due mesi, la vita di Mario Pasalic è totalmente cambiata. Da incognita della scorsa stagione, in questa prima parte del campionato l’ex Chelsea sta dimostrando ancora una volta che Gasperini raramente sbaglia nell’essere lungimirante; e ora il croato è imprenscindibile nello scacchiere tattico del tecnico piemontese.

Mario Pasalic: da zero ad asso nella manica

Gli anni dei prestiti eterni in giro per il mondo sono terminati, e ora Mario ha trovato la sua collocazione. Già, perché il centrocampista nerazzurro si era fatto vedere nell’Hajduk Spalato, squadra in cui mette in evidenza le sue doti fisiche e tecniche; che gli valgono la chiamata nel 2014 del Chelsea.

Il club londinese però decide di farlo crescere ancora un po’, dapprima spedensolo in Spagna all’Elche; e poi in prestito al Monaco, dove già assaggia la Champions; siglando il gol del definitivo 1-3 contro lo Young Boys. Arriverà poi anche l’esordio in Ligue, che lo vedrà protagonista con un bottino di 7 reti in 29 presenze.

La costanza di rendimento del croato però non sembra colpure più di tanto il Chelsea che di conseguenza decide di rimandarlo per l’ennesima volta in prestito, questa volta in Serie A alla corte del Milan, dove le sue enormi doti fisiche e tattiche si rivelano utili alla causa rossonera: alla fine della stagione, infatti, il croato mette a segno 5 reti in 27 presenze, con l’aggiunta della Supercoppa Italiana vinta ai rigori contro la Juve, l’ultimo trofeo vinto dai rossoneri.

Dopo anni di apprendistato in giro per il mondo, ecco arrivare la svolta anche per lui. Dopo la parentesi in terra russa con lo Spartak, approda a Bergamo alla corte di Gasperini, che da subito vede in lui doti calcistiche importanti; ma che il ragazzo fatica ad esprimere come richiesto dal suo allenatore. Non a caso infatti, all’inizio sembra molto impacciato e difficilmente collocabile nello scacchiere nerazzurro, cosa che lo rende di fatto il primo sostituto della coppia Freuler-De Roon.

Ciononostante, la sua verve realizzativa rimane intatta: nei preliminari di EL arrivano le prime due sue reti contro l’Hapoel Haifa; ma è in campionato che il giocatore si rende decisivo, grazie ai 4 gol gol siglati nel finale di stagione, di cui uno importante a Napoli e soprattutto il gol del 3-1 al Sassuolo che di fatto sancisce la qualificazione in Champions degli orobici.

Qui Gasperini capisce che il giocatore ha solo bisogno di tempo e pazienza per abituarsi con costanza ai ritmi della sua creatura, e così quasi a sorpresa convince la dirigenza a rinnovare per un altro anno il prestito dal Chelsea.

Come al solito scelta azzeccata e che Mario ringrazia a suo modo: il croato in questa prima parte di stagione mostra una costanza di rendimento e un’intelligenza tattica da top player, che di fatto gli valgono una titolarità pià che meritata.

La consacrazione però arriva nel match con il City in Champions, dove il suo colpo di testa vale un pareggio che di fatto rimette in careggiata la Dea in chiave qualificazione.

Da qui cresce la consapevolezza che il centrocampista croato possa creare scompiglio alla stregua di Gomez, Muriel e Ilicic,  e non a caso i suoi ennesimi inserimenti gli valgono la prima doppietta in A, nel derby contro il Brescia.

Una crescita esponenziale, un miscuglio di intelligenza e doti fisiche che nessun altro aveva intuito. Tranne Gasp. E ora a Londra si stanno mangiando le mani….

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