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Marino, D’Agostino e Pistocchi a ‘Un Calcio alla Radio’ per parlare del Napoli, del Sarrismo ed altro

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[df-subtitle]Pistocchi: se l’anno scorso era Davide contro Golia, oggi la Juventus è ancora più gigante. Per il Napoli sarà ancora più difficile vincere lo Scudetto[/df-subtitle]

Durante la trasmissione “Un Calcio alla Radio” in onda su Radio CRC TARGATO ITALIA sono intervenuti in diretta Pierpaolo Marino, Gaetano D’Agostino e Maurizio Pistocchi per parlare del Napoli.

Questi i loro interventi riportati da EuropaCalcio.it:

[df-subtitle] Pierpaolo Marino:  stadio semi vuoto a Napoli oggi contro la Fiorentina? Io vivo ad Udine e so delle varie polemiche. La situazione è stata gestita male.[/df-subtitle]

Pierpaolo Marino, ex direttore generale del Napoli e dell’Atalanta: “Napoli Cittadella fu un emozione straordinaria. Ci furono 52 mila paganti. Sembrava di rivivere i tempi dello Scudetto. Dai 52 mila dell’epoca allo stadio semi vuoto oggi contro la Fiorentina? Io vivo ad Udine e so delle varie polemiche. La situazione è stata gestita male. Il problema è De Laurentiis, che nemmeno con me si è comportato bene, pur essendo intelligentissimo, mette dei limiti di autonomia, quando sa di aver appreso da te tutto quello che poteva. Ti usa come la carta assorbente.  Da lì in poi decide di scaricarti perché diventi un personaggio ingombrante come è accaduto con Sarri e Higuain.  Lui vorrebbe demolire tutto il passato. Io per fargli recuperare l’SSC Napoli come sigla ho dovuto fare una battaglia e minacciai addirittura di andare via.  

Milito, Lewandoski e Modric? Andai a vedere una partita a Zagabria tra la Dinamo  Zagabria e L’Hajduck Spalato, accompagnato da un intermediario,  l’avvocato Sorrentino. Mi accorsi subito del furetto Modric, che giocò da ala in quella partita. Dissi a Sorrentino che mi piacque molto e volli fare un’offerta stesso la sera. Telefonai a De Laurentiis e mi feci  autorizzare ad arrivare fino ad 8 milioni. La sera andammo a cena, ma  non trovammo formule per tesserarlo con la garanzia che potesse poi potesse tesserarsi se il Napoli fosse andato in serie A . In B c’erano società come Bologna, Genoa e Juventus.  Temevamo di perdere quei milioni  siccome non potevamo prendere extracomunitari.

Alla fine la promozione arrivò, ma all’inizio del campionato era lecito dubitare. Per quanto riguarda Lewandoski mentre eravamo in ritiro in Austria andai a vedere un ‘amichevole, lì vicino. Il suo club dell’epoca non ce lo volle vendere. Volevano venderlo in Germania. Milito me lo fece perdere un giornalista napoletano. Io andai a cena con gli intermediari di Milito ai tempi del Saragozza. Il presidente me lo avrebbe venduto a 10 milioni. Andammo a cena a Milano. La sfortuna fu che un cameriere in contatto con un giornalista napoletano, che si chiama Ciro, gli diede lo scoop. La notizia andò sul giornale e scatenò Enrico Prezioso, che è stato sempre un po’ geloso del Napoli. Appena seppe questa notizia, contando sul fatto che conosceva già il giocatore prima di retrocedere in C, contattò l’entourage e lo convinse a venire a Genova. Alla fine prendemmo Denis.”.

[df-subtitle]Gaetano D’Agostino: il mancato arrivo a Napoli ? Fui io a dire di no. Ho fatto l’errore più grande della mia vita a rifiutarlo[/df-subtitle]

Gaetano D’Agostino, allenatore dell’ Alessandria ed ex calciatore di Udinese e Fiorentina: “Quell’anno la batosta fu tripla. C’era il Napoli, ci fu la Juve e anche l’avvicinamento al Real Madrid, vedersi sfumare tre squadre di questo livello fu una valanga per me.  Il mancato arrivo a Napoli ? Fui io a dire di no. Ho fatto l’errore più grande della mia vita a rifiutarlo.  Con la Juve era tutto fatto. L’Udinese, essendo andato via Quagliarella,  voleva contropartite, ma la Juve offriva solo cash e l’affare sfumò.  Poi una settimana dopo si presentò il Real Madrid. Il mio avvocato fece i biglietti per Madrid, i Pozzo erano lì per chiudere l’affare, che poi non si fece per il discorso sulle contropartita.  

Carriera da allenatore? Mi sono accorto che potevo fare questa professione, perché in campo cominciavo a discutere con gli allenatori (ride ndr). Ora sono all’Alessandria che è una grande società con una grande storia. Il Napoli di oggi? Lo seguo molto. Mi piaceva il calcio di Sarri. Il singolo veniva esaltato dal gioco di gruppo. Continuerò  a seguirlo perché Ancelotti è un grande allenatore. Le statistiche dicono che il Napoli è andato sempre sotto. Nelle prime due partite c’è stata una rimonta, ma è difficile rimontare sempre.  Chiesa e  Simeone ? Sono le punte di diamante e giocatori di talento, ma  la Fiorentina è una buona squadra e ben organizzata. L’allenatore è uno dei più grandi della serie A.

Hamsik da regista? Lui è stato sempre una mezzala. Lo fa da 10 anni. È come Lampard. Ha tiro da fuori e inserimento.  Penso che alla lunga tornerà a fare la mezzala.  Sono giocatori che amano accompagnare l’azione ed essere determinati. In quel ruolo deve velocizzare la velocità di pensiero. La mia preoccupazione è che in mediana venga repressa la sua indole realizzativa. Allan? Migliora ogni anno. Credo che il Napoli l’abbia preso per fare l’incontrista, ma è un giocatore completo. Meret? Per me se riesce a far bene a Napoli, in cui ci sono grandi pressioni, ha un futuro roseo.  Fiducia nel Napoli? Ancelotti ha tanta di quell’esperienza che saprà risollevare il Napoli ”.

[df-subtitle]Maurizio Pistocchi: Sarrismo? Ha portata un idea di calcio diverso a Napoli. È  amato dal pubblico pur non avendo vinto lo Scudetto Sarri adesso sta dimostrando in Inghilterra chi è[/df-subtitle]

Maurizio Pistocchi: “Un neologismo per essere tale deve essere identificato non solo dal suo creatore, ma anche da una scuola di pensiero che abbia influenzato la storia e la società. In quest’ambito Sacchi è stato rivoluzionario. Ha portato un’ idea di calcio diversa in un calcio immobile. Sacchi ha visto il calcio olandese e lo ha mischiato ad altre situazioni. Ha cambiato la mentalità dei calciatori italiani.

Dopo Sacchi c’è stato sicuramente Guardiola che è stato un altro straordinario innovatore che ha inventato un tipo di calcio, che non è mai stato pensato da nessuno. Forse il Guardiolismo è il vero neologismo. Sarrismo? Ha portata un idea di calcio diverso a Napoli. È  amato dal pubblico pur non avendo vinto lo scudetto Sarri adesso sta dimostrando in Inghilterra chi è.

Ancelotti è diverso, è un aggiustatore, come Bob, il cartone animato, che arrivava e metteva a posto tutto. È un insieme di tante conoscenze. Sono convinto che farà grandi cose a Napoli, dove sarà difficile fare meglio dei 91 punti di Sarri, soprattutto, senza l’acquisto di top player, ma abbiate pazienza perché Ancelotti è un grande allenatore. Certo sono arrivati giocatori interessanti come Fabian Ruiz, che comunque non è Jorginho che al Chelsea sta facendo bene. 

C’è una squadra come la Juventus che ha investito 200 milioni di euro. Se l’anno scorso era Davide contro Golia, oggi la Juventus è ancora più gigante.  Per il Napoli sarà ancora più difficile  vincere lo Scudetto. Arroganza della Juventus? Io penso che quando sentivo dire quest’ estate “Cristiano Ronaldo fa bene a tutto il movimento”, pensavo “ farà bene alla squadra che era già la più forte”.  

Per quanto riguarda i diritti tv, arrivando a trattativa ormai concluse, non ha portato nemmeno ad un incremento eccezionale. Altri allora hanno detto  che l’incremento potrebbe arrivare dai i diritti TV venduti all’estero, ma è la competitività del campionato, non tanto il singolo, che di solito viene considerata sotto questo aspetto. Maggiore competitività vuol dire maggiore spettacolarità ”.

 

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