MARCO NAPPI – Calcio fermo anche in Cina dove allena l’ex attaccante di Atalanta Fiorentina e Genoa Marco Nappi. Ogni giorno aumentano le polemiche tra chi vorrebbe tornare a giocare e chi no. Presidenti, direttori sportivi, addetti ai lavori. Marco Nappi ha così espresso il suo commento sull’esplosione del Covid-19, come riportato da Tmw:”

“Questa emergenza  non è stata gestita nel modo giusto. La Cina ha agito bene chiudendo tutto subito il 23 gennaio. Loro sono ligi al dovere, a differenza nostra. Loro rispettano le regole e qui invece a mio parere c’è stata troppa leggerezza, troppa gente che usciva non consapevole dei rischi. Adesso sento anche tante cose sul calcio e la volontà di tornare a giocare”

MARCO NAPPI – Sulla possibile ripresa ecco l’opinione del tecnico:

“Per me bisogna cercare di farla finita e mettere al primo posto la salute di tutti e anche di chi lavora in ambito calcistico. Non devono esserci nè vincitori nè vinti. Ora non ci sono soluzioni per tutelare i calciatori. Serve sospendere tutto e riprendere quando tutto è finito. Al limite si sposta tutto, si riprenderà quando tutti gli scienziati diranno che non c’è pericolo per nessuno”.

MARCO NAPPI – Non poteva cerco mancare l’episodio che lo vide protagonista trent’anni fa con la maglia della Fiorentina in Coppa Uefa contro il Werder Brema: pallone incollato dalla difesa fino a metà campo, il gesto della foca, ancora oggi ricordato da tutti gli amanti del calcio:

“Per la squadra fu un gran traguardo, eccezionale, ottenuto attraverso splendidi risultati. Ricordo che quella sera quando sembrava arrivato il fischio finale i tifosi entrarono in campo per festeggiare ma in realtà l’arbitro aveva concesso un calcio di punizione. E allora noi cercammo di spingere fuori i tifosi ma poi alla fine fu un tripudio. L’unica nota negativa di quella sera fu l’infortunio al ginocchio di Pioli che fu costretto ad uscire in barella per un’entrata killer. Quanto alla foca fu un… numero istintivo, avevamo molta pressione da parte del Werder e dovevo portare la palla il più lontano possibile. E allora ho cominciato a correre col pallone sulla testa, è stato un bel gesto che ricordano tutti i tifosi italiani, non solo viola. E’ stata davvero una bella sensazione, è fantastico che ancora in tanti se ne ricordino”.

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