In diretta a “Taca La Marca”, programma in onda su Radio Musica Television, è intervenuto Marcelo Otero, ex attaccante del Vicenza. Marcelo Otero si è soffermato sulla ripresa del calcio e su tanti altri temi.

Ecco quanto emerso.

La ripresa: “È una situazione molto difficile; qui in Uruguay si pensa al 15 luglio e si aspettano notizie sulla data definitiva. In Europa ci sono tante richieste di ripartire”.

Ricordi di Vicenza: “Ho giocato 4 anni a Vicenza e sono stato accolto molto bene; porto i tifosi vicentini sempre nel cuore e quando posso torno a trovare i miei amici. Quelle stagioni mi hanno lasciato un qualcosa dentro”.

I 4 gol alla Fiorentina: “Rischiavo di non giocare visto che Guidolin era molto pignolo, soprattutto se in settimana non ti allenavi al massimo. Durante i novanta minuti però giocavo in maniera diversa rispetto all’allenamento e lui lo sapeva, voleva caricarmi a mille per farmi dare tutto in campo e ci riusciva come in quella occasione. Ricordo che regalò uno specchio a tutti i calciatori in modo tale che potessimo parlare con noi stessi, era una cosa insolita”.

Finale di Coppa Italia: “Mi piacerebbe rigiocarla, scesi in campo solo all’andata di Napoli dove mi infortunai nel primo tempo; essendo una finale di Coppa Italia, competizione mai vinta fino ad allora dal Vicenza, decisi di lasciare il posto ad un mio compagno di squadra”.

La trattativa: “Le stagioni al Peñarol furono molto importanti per acquisire esperienza e così mi ritrovai a giocare in nazionale e a vincere la Copa America del ‘95, con tanti campioni che già militavano in Italia come Francescoli, Ruben Sosa e Fonseca. Facemmo così rispettare il fattore casa visto che la competizione si giocava nel nostro paese. Dopo il torneo, il mio agente di allora, Paco Casal mi disse che era giunta un’offerta dall’Italia che accettai pur non sapendo dove si trovasse Vicenza.”

Contatti: “Si è vero quando ero a Vicenza sono stato contattato direttamente da due club, il Liverpool e la Lazio, ma ho sempre seguito la mia filosofia e così decisi di restare a Vicenza prima di andare poi al Siviglia”.

Cavani: “Ha già giocato in passato con la maglia del Napoli e ha mostrato tutte le sue qualità. L’età avanza e non è più giovanissimo ma la tenuta fisica gli permette di essere ancora al top della forma. L’Inter ha una bella squadra e Cavani sarebbe un innesto di grande qualità”.

Nandez: “È un calciatore diverso dagli altri uruguaiani, ha più grinta e carisma ma forse meno qualità tecnica. Ha giocato nel Peñarol e nel Boca facendo sempre bene, se dovesse arrivare in un top club potrebbe ripetersi ad ottimi livelli. È giovane e nel calcio italiano può esprimersi al massimo”.

Pellistri: “È giovanissimo, per lui è ancora presto per giocare in Europa. Ha bisogno di acquisire esperienza ma ha tanti margini di miglioramento. Gli manca ancora quella cattiveria sotto porta ma nel giro di due anni può fare il salto di qualità. Dovrebbe ripetere il percorso di Valverde al Real Madrid. In Italia invece potrebbe essere acquistato per essere poi girato in prestito al fine di garantire il suo percorso di crescita e maturazione.”

Cosa manca all’Uruguay per vincere: “La possibilità di vincere c’è stata nel Mondiale del 2010 in Sudafrica. Nella celeste attuale ci sono tanti giocatori dalle grandi doti tecniche, ciò che manca è giocare senza paura. La squadra ha le qualità per poter esprimere un calcio più brillante ed offensivo, ovviamente ci tengo ad evidenziare il grande lavoro di Tabarez – sottolinea Marcelo Otero – che ha dato un’organizzazione all’Uruguay”.

Un gol da ricordare: “Scelgo il gol contro il Padova alla prima con la maglia del Vicenza. Era un derby, pertanto una partita particolare, e riuscii a trovare la prima gioia personale all’esordio, ciò mi permise di farmi conoscere ed apprezzare immediatamente dai miei tifosi”.

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