Marazzina: “Ferguson mi voleva allo United, ma il Chievo non trovò il mio sostituto. Gabriel Jesus ottimo successore in caso di cessione di Lautaro. Mi piacerebbe lavorare con Delneri” – ESCLUSIVA EC

Marazzina: “Ferguson mi voleva allo United, ma il Chievo non trovò il mio sostituto. Gabriel Jesus ottimo successore in caso di cessione di Lautaro. Mi piacerebbe lavorare con Delneri” – ESCLUSIVA EC

Intervenuto in una diretta Instagram con il direttore di EuropaCalcio.it Cristiano Abbruzzese, l’ex attaccante di Chievo e Roma Massimo Marazzina ha rivelato alcuni aneddoti davvero singolari ed ha trattato diversi temi, tra cui la ripresa del calcio giocato ed il mercato.

Ecco quanto emerso.

Sul suo presente: “Sono a Miami, lavoro per un paio di accademy, l’anno scorso ero direttore tecnico di una piccola realtà presente nella zona. Il calcio in Italia? Finalmente si sta tornando alla normalità, questo sport dona spensieratezza alla gente”.

Su Mihajlovic: “Lo vedo in forma e sono contento, questo è un punto di partenza per lui”.

Sulla sua esperienza a Bologna: “Lì ho trascorso i miei ultimi quattro anni da calciatore, mi è dispiaciuto il modo in cui è finita, mi aspettavo un epilogo diverso; però bisogna imparare a trarre le cose positive da quelle negative”.

Su Orsolini: “E’ nel giro della Nazionale ed è un calciatore importante per il Bologna; la prossima stagione sarà fondamentale per lui perché le responsabilità aumentano, spero che possegga la personalità giusta per reagire alle pressioni”.

Sul Bologna: “Spero che la squadra si svegli, con questo presidente si può davvero tutto, deve fare il salto di qualità che tutti si aspettano”.

Su Lautaro Martinez: “Se dovesse andar via dall’Inter, servono giocatori di esperienza affidabili, come potrebbe esserlo Cavani. Barcellona? Il futuro dipenderà esclusivamente da lui – prosegue Marazzina – in blaugrana di sicuro non sarà la prima scelta per l’attacco, bisognerà vedere se il Barça riuscirà a cedere qualcuno perché qualche nome è difficile da piazzare. In avanti ci sono Messi, Suarez, Griezmann, Dembelè, non sono gli ultimi arrivati: in teoria, se Lautaro dovesse scegliere la destinazione Barcellona, dovrà accettare di buon grado anche la panchina”.

Su Gabriel Jesus: “Potrebbe essere il sostituto ideale di Lautaro Martinez in quanto possiede caratteristiche che ben si sposano con quelle di Lukaku; insieme formerebbero una bella coppia”.

Su Menez alla Reggina: “La Serie B non è facile, lui ha calcato palcoscenici importanti e calcisticamente parla un’altra lingua. Gli devono costruire una squadra dalla metà campo in su tale da supportarlo affinché possa esprimersi al meglio”.

Sull’Italia: “Ai miei tempi la Nazionale era piena di campioni, per me era molto difficile emergere. Nel momento in cui i big nostrani hanno smesso di giocare, ci siamo fatti cogliere impreparati e non c’è stato il ricambio generazionale tanto atteso; hanno buttato dentro gente che non aveva esperienza, magari qualcuno aveva più presenze in Nazionale che in Serie A. Adesso sembra che con Mancini le cose stiano cambiando in meglio”.

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Massimo Marazzina con la maglia del Chievo Verona.

Sui mancati trasferimenti nella sua carriera: “Mi sarebbe piaciuto giocare all’estero. C’è stato un anno in cui ero vicinissimo al Manchester United di Beckham, Giggs, Scholes; vestivo la maglia del Chievo, venne addirittura Ferguson a Verona per parlare con me e il mio procuratore. Erano gli ultimi giorni di mercato ma il Chievo non riuscì a trovare il mio sostituto. Mi misi in ginocchio a piangere, ma la società non volle cedermi.

Nel 2003 invece dovevo scegliere se andare alla Sampdoria o al Palermo: mi chiamò Zamparini personalmente – rivela Marazzina – mi voleva in coppia con Toni per vincere il campionato in B; però avevo perso la Serie A e la Nazionale, pensavo alla città di Genova e al Marassi come una grande occasione di rilancio e invece fu un disastro. Dopo sei mesi andai via. Magari se avessi accettato Palermo sarebbe andata diversamente”.

Su Quagliarella: “Ho un ottimo rapporto con lui, suo padre mi portava le mozzarelle da Napoli quando veniva a Torino. In attacco insieme a lui e Pinga abbiamo fatto sfracelli in quella stagione. A Torino la gente mi adora ancora. Ho quasi pianto quando la società granata fallì”.

Su Moreno Longo: “Non credo sia pronto per la panchina del Torino. Magari mi sbaglio sul suo conto, ma per allenare in Serie A devi fare la gavetta; ci vogliono i tempi, gli step giusti per maturare, per sbagliare e per migliorare, solo così si può arrivare a certi livelli”.

Su Gattuso: “Sicuramente merita la panchina del Napoli, ha allenato all’estero per tanti anni, ha imparato come ragionano i calciatori nei vari campionati in cui è stato. Gattuso ha un background imponente, quindi i calciatori sono più motivati ad ascoltarlo”.

Sul Chievo dei miracoli: “Mi viene in mente Delneri. Il ricordo più bello della stagione 2001-02? Il ritiro: guardavo i miei compagni e pensavo tra me: “Dove andiamo? Quest’anno facciamo 5 punti”. Il mister ci proponeva il fuorigioco a metà campo, una cosa innovativa all’epoca. Eravamo tutti dilettanti allo sbaraglio tranne Corini che aveva più esperienza. In allenamento i difensori lavoravano tantissimo, infatti la nostra fase difensiva era perfetta. Ricordo il match vinto a San Siro contro l’Inter per 1-2 con tante occasioni create”.

Su pregi e difetti: “Ero molto bravo nei tagli e negli inserimenti, peccavo nella difesa del pallone con il difensore che ti contrasta da dietro. Sul lato caratteriale ho sempre detto quello che pensavo in maniera educata e nel rispetto dei ruoli”.

Sulla sua esperienza a Roma: “Pensavo di poter far bene e invece… arrivai nella Capitale l’ultimo giorno di mercato, era il mese di gennaio, la squadra non aveva più obiettivi né in campionato e né in Champions. Tutti aspettavano che l’annata finisse per ricominciare. A Roma avevo trovato un culto diverso dell’allenamento, la cosa più pesante era la partitella. A causa di diversi infortuni, se mettessi insieme tutti i minuti che giocai non arriverei neanche a due partite. Potevo andare alla Lazio, però per accordi societari finii alla Roma”.

Sull’incertezza societaria nella Roma: “Quando il presidente non è sempre presente, la società è allo sbando; hanno fatto fuori personaggi importanti tra cui Totti. Sinceramente Pallotta non è visto bene come due anni fa – sottolinea Marazzina – gli conviene vedere. La Roma ha un potenziale mondiale”.

Su Totti: “Ha davvero amato la Roma accettando di buon grado la panchina e anche un ruolo marginale. Lo stesso discorso vale per Maldini al Milan; invece Boban ha avuto carisma ed ha lasciato la dirigenza rossonera per divergenze di opinioni”.

Sul suo futuro: “Non ho intenzione di fare il corso di allenatore perché devi andare a Coverciano dove c’è una lobby di tutta gente vecchia che non ha più nulla da insegnare. Manco mi piace fare l’allenatore, preferirei fare il secondo. Mi piacerebbe lavorare con Delneri, ho un ottimo rapporto con lui ed è un tecnico che insegna calcio”.

Sullo scambio Milik Bernardeschi: “Se entrambi non sono più funzionali ai progetti di gioco dei due allenatori è meglio che cambino aria. Secondo me in questo scambio ne potrebbe giovare la Juventus: se messo nelle condizioni giuste, Milik è un attaccante che i gol li fa e i bianconeri creano tante occasioni da rete. Bernardeschi è bravo tecnicamente ed è uno che i gol li fa fare, ma il Napoli ha bisogno di una punta importante; Petagna non fa fare il salto di qualità agli azzurri, l’attuale centravanti della Spal non è ancora pronto per prendersi sulle spalle l’attacco di una piazza così importante. Al Napoli vedrei bene Belotti”, ha chiosato Massimo Marazzina.

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