Mancini: il Commissario Tecnico degli azzurri torna ad esternare la propria delusione per la mancata qualificazione al Mondiale

C’è un cielo poco azzurro sul Qatar, sede dei Mondiali in corso di svolgimento. L’assenza della Nazionale italiana alla rassegna iridata dopo la gioia derivata dalla cavalcata europea della scorsa estate, desta ancora malumori dalle parti di Coverciano. La sconfitta subita nei Playoff contro la meno accreditata Macedonia, aleggia ancora negli occhi di un’intera Nazione, costretta a seguire il Campionato del Mondo senza poter sventolare la bandiera tricolore.

Non si è ancora dato pace della sconfitta subita al Barbera di Palermo neanche Roberto Mancini, che è tornato a parlare dalle colonne de Il Corriere della Sera. Il tecnico azzurro ha esternato la sete di rivincita degli azzurri non lesinando una stilettata nei confronti della Fifa. Ecco un estratto delle dichiarazioni rilasciate dal C.T. azzurro:

Fa ancora male, malissimo. Non smetto di pensare a quella partita con la Macedonia, che paragono alla sconfitta in finale di Champions contro il Barcellona, quando giocavo ancora nella Sampdoria. L’unico motivo che mi ha spinto a rinnovare il contratto con la Nazionale  è la sete di rivincita che dovrà condurci al Mondiale 2026 da assoluti protagonisti, tentando di alzare quella Coppa. Certo, prima dovremo difendere il titolo di Campioni d’Europa e onorare la grande vittoria dell’anno scorso. L’amarezza per la mancata qualificazione al Mondiale dovrà trasformarsi in voglia di riprendersi ciò che non è stato possibile raggiungere. Probabilmente, la delusione del Mondiale prevale anche sulla gioia dell’Europeo: è una macchia che resterà per tantissimo tempo, ma andrà cancellata”.

Roberto Mancini ha poi esternato il suo dissenso per un regolamento giudicato alquanto ingiusto nei confronti delle Nazionali vincitrici dei Campionati continentali: “Lo dico nell’interesse dello spettacolo e dell’appeal della competizione più importante in assoluto. L’Italia avrebbe dovuto partecipare al Mondiale in Qatar dopo la vittoria dell’Europeo. Estenderei questo diritto anche alla Nazionale vincitrice dell’ultima edizione del Torneo, senza la necessità di affrontare tutte le gare di qualificazione. Sarebbe una soluzione meritocratica da adottare anche nel presente. In passato capitava, ma non capisco come sia stato modificato il regolamento. Spesso il calcio non prende le migliori decisioni per se stesso…”

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