Roberto Mancini, ormai ex tecnico della Nazionale italiana, ha espresso le ragioni che l’hanno portato a dimettersi dal ruolo di C.T.

Dalla Macedonia, alla MacedoniaCasualmente, le dimissioni di Roberto Mancini, ormai ex tecnico della Nazionale italiana, sono state comunicate a venticinque giorni esatti dalla gara contro la squadra che ha sbarrato la strada agli azzurri nei Playoff dei Mondiali in Qatar. Nel corso di quella serata completamente storta, Roberto Mancini ha toccato, suo malgrado, il punto più basso del glorioso percorso compiuto con la Nazionale maggiore.

Nel corso di quella stessa serata, inoltre, molti tifosi e addetti ai lavori, completamente sfiduciati per la seconda disfatta consecutiva nel cammino verso i Campionati del Mondo, si aspettavano le dimissioni in blocco di Commissario Tecnico e dirigenti federali. E gli strascichi di quella sconfitta al Barbera, avrebbero deteriorati i rapporti all’interno della Federazione italiana si sono giunti ai minimi storici. Nel dettaglio, le dichiarazioni di Mancini, rilasciate in esclusiva a La Repubblica, che hanno portato il CT a rassegnare le proprie dimissioni:

“I rapporti erano logori da tempo. Dopo la partita con la Macedonia non mi sono dimesso per volere di Gravina, il quale, però, per tutta risposta, ha licenziato il mio staff nel corso dei mesi. Ha approfittato della scadenza contrattuale di ognuno per rimuoverli dal ruolo, quando avevo chiesto solamente un minimo di tranquillità per ristabilire la situazione. Eravamo in totale disaccordo nell’ultimo periodo, ma non capivo il senso di licenziare il mio staff e non rimuovere anche me. Ha fatto di tutto per far sì che me ne andassi ed è andata a finire esattamente in quel modo”.

A detta del tecnico, dunque, le sirene arabe non avrebbero minimamente inciso sulla sua scelta finale. “Non m’interessa nulla. Non voglio pensare a nient’altro, in questo momento. La mia scelta è dettata solamente dal rapporto con Gravina, che avrebbe potuto tenermi, ma non l’ha fatto. Penso non si sia mai visto un Presidente Federale che licenzia lo staff di un Commissario Tecnico. Avrei potuto decidere io di rinunciare ad un collaboratore, ma cacciare uno staff in blocco non è giusto. Si poteva inserire un paio di figure in più, non agire in questo modo”. Alla luce delle dichiarazioni di Mancini, dunque, le dimissioni sarebbero dovute al licenziamento di Attilio Lombardo, Evani e Nuciari, stretti collaboratori del Mister di Jesolo.

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