Maldini Milan- E’ un Paolo Maldini schietto, senza peli sulla lingua, quello che si presenta in esclusiva ai microfoni di Sky Sport. Il dirigente rossonero ha fatto il punto della situazione sul percorso per la risalita del Milan, lasciando una porta aperta all’arrivo di giocatori d’esperienza. Tra i temi affrontati da Maldini, ci sono anche, tra gli altri, i capitoli Piatek, Berlusconi e l’esonero di Giampaolo. Di seguito, le dichiarazioni nel dettaglio.

Maldini e gli obiettivi del Milan – “Abbiamo ereditato una squadra con un grave passivo, abbiamo fatto un mercato a zero, siamo stati banditi per l’Europa anche per le gestioni precedenti. Il cammino è difficile”. Aggiungendo che “il fatto che io sia qui a lavorare con Zvone testimonia che non vogliamo tornare a livelli alti fra 10 o 15 anni. Se l’idea della società – ma non è così – è tornare competitiva fra 15 anni e farne 12 da squadra di media classifica in Serie A, noi non saremo sicuramente quelli a capo della direzione tecnica”.

Maldini sul perchè sia tornato al Milan e sul futuro – “E’ stata una decisione di cuore, sicuramente finirò qua, non andrò a fare questo lavoro da un’altra parte. Spero di rimanere sempre qui, ma quindi finirò sarà conclusa anche la mia avventura dirigenziale”.

Rosa giovane e campagna acquisti – Maldini ha poi parlato dell’esperienza della formazione rossonera: “L’idea di ringiovanire la squadra è condivisa, come è condivisa l’idea che nessuna squadra giovane ha vinto campionato o Champions League. Per farlo serve l’inserimento di calciatori di esperienza. La cosa fondamentale è non aver venduto i nostri top player”. 

Dove può migliorare Piatek e sul possibile arrivo di Ibrahimovic – Krzysztof E’ un calciatore forte. Deve pensare più a giocare con la squadra, lo sta facendo, ma la sua forza è quella di fare gol”. Sul gigante svedese Maldini ammette: “Ibra potrebbe essere un sogno per tante cose, forse dentro la sua testa c’è un po’ la paura di non essere un Ibra dominante. Mi ricordo quando Carlo (Ancelotti n.d.r.) mi mise in panchina in un derby, ho capito che non avrei accettato una stagione così. Non so se Ibra possa accettare questo”.

Maldini e la scelta di esonerare Giampaolo – Se esoneri l’allenatore a metà stagione, significa che il campionato è andato. Se lo fai all’inizio, c’è il rischio di un cambio troppo affrettato, ma c’è anche la possibilità di incidere sul prosieguo dell’annata”.

Chiusura su Silvio Berlusconi – “Silvio Berlusconi è stato un grandissimo presidente, il migliore che potessi avere. Gli vorrò sempre bene, anche se la sua tendenza a fare sempre battute lo rende spesso inelegante. L’affetto per lui resterà immutato”.

In una fase dove l’instabilità sembra regnare sovrana su Milanello e dintorni, le parole di Paolo Maldini portano un messaggio di chiarezza: il Milan vuole tornare presto a competere per le posizioni che più gli competono.

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