Nella giornata di ieri, il presidente del CONI Giovanni Malagò è stato intervistato per DAZN da Diletta Leotta. Giovanni Malagò, 61 anni, è presidente del CONI dal 2013 e anche lui come dirigente è la prima volta che si trova a dover gestire una crisi di questo genere.

Ai microfoni dell’emittente privata, però, Malagò è stato chiaro, sia sulla ripartenza della Serie A, che sul ruolo di chi è a capo della federazione. Sul finale dell’intervista, Malago ha avuto modo di dire la sua anche riguardo lo spostamento dell’Europeo, su Roberto Mancini e sulle possibilità del calcio di ripartire in seguito a questa crisi globale.

Queste le parole di Malagò trascritte per il web da goal.com:

“Quante ore utilizzo lo smartphone? Dalle 7.30 del mattino alle 23, con rarissime pause durante la giornata. Mi alterno con l’IPad per le chat e per tutte le dirette Skype. Poi ho un altro cellulare che utilizzo per le chiamate dell’ufficio. È un manicomio, questo smartworking per me è un disastro. Il destino della Serie A? Credo che il grande errore che si possa fare è quello di intervenire in contesti e in mondi dove ci sono delle precise deleghe e rappresentanze.

Tu vuoi essere il presidente di una federazione? Allora questo è il tuo momento in cui prendere decisioni. Tutti devono perdere qualcosa, l’ideale sarebbe trovare insieme il modo che non ci siano vinti né vincitori e che il calcio possa ripartire il prima possibile e a prescindere da questa stagione.”

Malagò Euro 2020

Europei 2020? Se già è discutibile e opinabile cos’è una partita di qualsiasi sport, in questo caso parliamo di calcio, a porte chiuse… pensa cosa sarebbe stato un Europeo senza pubblico, peraltro coi biglietti già esauriti. È stata una decisione sacrosanta, e anche su questo, secondo me sarà un grande Europeo, sarà il motivo per cui il calcio a livello internazionale potrà ripartire tutto insieme.

Mancini che dice che tra un anno sarà ancora meglio per gli Europei? Il ct non è uno di tantissime parole, ma quando le dice sono pesate e ponderate. Trasferisce il giusto entusiasmo ma al contempo ha già individuato le opportunità nascoste da qui a un anno perché la nostra è una squadra giovane, che deve amalgamarsi. Un anno in più di esperienza potrebbe essere importante e utile per la nostra Nazionale”.

 

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