MALAGO’ BACCHETTA CALCIO – Continuano le polemiche legate al mondo del calcio e alla sua eventuale ripartenza per la fine di maggio per completare una stagione che, rimanendo a metà, genererebbe guai sportivi anche per il futuro. Ma ripartire è davvero possibile? Ci sono tutte le condizioni per poterlo fare? Ci sono piani studiati e progetti ben precisi? Queste domande se le sta ponendo anche Giovanni Malagò, presidente del CONI. Intervistato da Il Corriere dello Sport, Malagò ha analizzato come il calcio stia gestendo l’emergenza Coronavirus. Ecco le sue parole.

MALAGO’ BACCHETTA CALCIO – Sulla situazione nel mondo del calcio: “Si sta generando un dibattito estremamente confuso e fortemente divisivo che non può portare a qualcosa di buono. Senza voler fare polemica, per carità, io avrei chiuso dentro una stanza la Federcalcio, la Lega di A, l’Assocalciatori, gli allenatori, le televisioni e gli organismi internazionali, FIFA e UEFA, e non li avrei fatti uscire finché non avessero prodotto un documento condiviso. La stessa cosa per B e Lega Pro. Si procede a vista, per ipotesi, con una conflittualità che danneggia qualsiasi progettualità”.

Su Gravina: Gravina lo sento tutti i giorni, comprendo le difficoltà del momento e capisco che voglia portare a termine la stagione. Però parla di luglio, agosto, settembre, ottobre, addirittura della prossima Serie A articolata in due gironi con i playoff e i playout. Quello che manca è un piano preciso, chiaro, praticabile e convincente. Si parla solo di tagli degli stipendi dei calciatori, ovvero si è partiti dalla fine o quasi, di accordi in alto mare, e adesso di un protocollo medico che dovrà passare al vaglio dell’ISS. Manca chiarezza”.

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