Lulic si sfoga – Senad Lulic ex capitano della Lazio ed eroe della finale di Coppa Italia contro i rivali della Roma ha affidato al “Corriere Dello Sport” un’ interessante intervista nella quale si è tolto qualche sassolino dalla scarpa nei confronti della società biancoceleste.

Lulic si sfoga – Queste le sue parole:

Sull’addio alla Lazio:

“Non avevo aspettative però mi aspettavo chiarezza. Pensavo che ci saremmo seduti per chiarire cosa fare. Ho provato rabbia, amarezza. Giochi l’ultima col Sassuolo e non sai cosa succederà, se resti o no. A marzo o aprile mi avrebbero potuto dire “Senad, vogliamo ringiovanire”. Non ci sarebbero stati problemi. E’ mancata chiarezza. Avrei continuato volentieri, 5 minuti dopo 10 anni potevano trovarsi. Invece sono partito per le vacanze e in vacanza sono rimasto”.

Lulic torna poi sull’infortunio alla caviglia che ha rischiato di creargli grossi problemi al di là del mondo del calcio: “Non è stato un infortunio. E’ stato un incidente. Tanta gente non lo sa o fa finta. Per fortuna mi è successo a 35 anni. Avevo offerte, ma se avessi continuato avrei avuto bisogno di qualcuno che mi seguisse da mattina a sera Ai primi di gennaio 2020 mi faceva male la caviglia, a Brescia avevo preso un colpo. Ho continuato a giocare con i dolori, non c’erano tanti cambi. Dopo le infiltrazioni mi è venuta un’infezione alla caviglia, colpa di un batterio, lo stafilococco. Mi sono dovuto operare tre volte, una a Roma, due in Svizzera. Dopo il primo intervento continuavo ad avere dolori. Ho fatto le valigie, sono andato in Svizzera».

Lulic, poi, scarica su Sarri la responsabilità di quanto accaduto: “Tare Il 30 giugno mi ha detto che non avremmo continuato insieme, che avrebbero preso un altro. Penso che la mia partenza fosse decisa. Nel calcio si dà la colpa agli altri. Alla fine è passata che fu Sarri a non volermi, ma non penso c’entri. Hanno ringiovanito, sì. Poi è arrivato Pedro nella squadra più vecchia della A”.

Infine, un’amara considerazione sul trattamento ricevuto dalla Lazio al momento del suo addio: “E alla fine ho preso un bel calcio in c… Neanche un grazie. E’ questo che mi dà fastidio. Ho giocato con dolori ovunque. La gente lo vede”.

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