Lukaku all’ultimo respiro: Roma batte Lecce 2-1 – Parte male la Roma che tra le mura amiche dell’Olimpico si ritrova tra le mani la possibilità di andare in vantaggio già nei primi minuti.

Il var assegna un calcio di rigore ai giallorossi per un tocco di mano di Baschirotto in area. Sul dischetto si presenta Lukaku che si lascia ipnotizzare da Falcone: occasione malamente sprecata.

L’episodio segna psicologicamente l’andamento della partita: Roma e Lecce restano sullo 0-0 per più 70 minuti: sulle spalle dei giallorossi grava il peso di un incudine, tanto da lasciare molto gioco nei piedi degli avversari. Il Lecce non è in un buon momento e un colpaccio nella Capitale sarebbe un bottino più che ghiotto.

La Roma si affaccia spesso sulla trequarti salentina grazie alle sgroppate di Dybala: il fantasista argentino è piuttosto ispirato e a tratti tiene a galla la squadra da solo, mentre Lukaku è un fantasma per gran parte del match: si fa anticipare spesso nel duello con Baschirotto e sbaglia qualche stop di troppo.

Del resto anche l’offensiva leccese non si risparmia in sbavature, e se da una parte è Dybala il trascinatore, dall’altro lato della barricata tocca ad Almqvist fare gli straordinari.

Si va negli spogliatoi in parità, con i pugliesi che recriminano per un sospetto contatto in area tra Banda e Llorente, ma l’arbitro lo giudica regolare e fa segno all’attaccante di alzarsi senza troppe storie.

Lukaku all’ultimo respiro: Roma batte Lecce 2-1

Si ritorna in campo con le stesse formazioni e chi si aspetta una Roma arrembante e battagliera, si ritrova con un Lecce scorbutico, capace di impadronirsi del gioco per una buona parte.

Lukaku, nascosto chissà dove, si limita a duellare al limite dell’area salentina, senza però riuscire ad incidere. Mourinho prova a mischiare le carte sostituendo Bove con Renato Sanches, tornato finalmente sul manto verde, ma dal campo giungono ancora brutte notizie.

Minuto 71, Banda accelera e manda Mancini a spasso, vince un contrasto con Llorente servendo di fatto Almqvist che di sinistro brucia Rui Patricio: 0-1. Lo stadio si ammutolisce, fatta eccezione per il gremito settore ospiti.

Se la Roma non ci sta è perché Mourinho attua uno dei suoi colpi di coda, mandando in campo Azmoun, Belotti e Zalewski, senza togliere alcun giocatore offensivo. Proprio da una discesa di quest’ultimo nasce il goal del pareggio con l’incornata in terzo tempo di Azmoun che batte un incolpevole Falcone: 1-1.

La botta è forte per i salentini, lo stadio è di nuovo una bolgia e a risvegliarsi stavolta è proprio Lukaku. Raccolto un invito in verticale di Dybala, il centravanti belga protegge palla facendo perno e ruotando su se stesso per fulminare ancora una volta Falcone. In meno di quattro minuti, l’incubo si è trasformato in poesia: Roma 2 Lecce 1.

 

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