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L’organizzazione del Napoli è un’arma in più. Il Psg ha davanti calciatori di grande classe”

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[df-subtitle]Padovan su Psg – Napoli: se Mbappé sposta gli equilibri in attacco, allora Koulibaly li sposta in difesa[/df-subtitle]

Giancarlo Padovan, Emilia Gatto, Donato Di Campli e Ranucci sono intervenuti  ad un Calcio alla Radio, sulle frequenze di Radio CRC , per parlare del Napoli, della partita di Champions League che la squadra azzurra giocherà domani a Parigi contro il Psg, dell’inchiesta di Report e di altro.

Questi i loro pareri riportati da EuropaCalcio.it:

Giancarlo Padovan: “È conclamato che l’organizzazione del Napoli riesce ad esser un’arma in più. Poi, Koulibaly vale per due. Sono fiducioso per la gara con il Psg. Tuchel troverà una squadra pronta ed in fiducia, con l’autostima che cresce dopo i due punti guadagnati sulla Juve.

Il Psg ha davanti calciatori di grande classe, Mbappé sposta gli equilibri, ma non è sempre continuo. Penso che se Mbappé sposta gli equilibri in attacco, allora Koulibaly li sposta in difesa. Koulibaly ha grazia, forza, energia, tempismo: ha tutte le caratteristiche del difensore moderno.

Emilia Gatto, Console Italiana a Parigi: “Parigi è una città straordinaria, dove c’è una bellissima comunità italiana. Domani sera tiferò Napoli ovviamente, come console ma anche perché conosco Napoli e sono tifosa azzurra. Il Napoli mi piace molto e l’ho sempre tifato. Non ho conosciuto Ancelotti, ma so che a Parigi ha lasciato un ottimo ricordo. Ho visto giocare il Psg, ma vado di rado allo stadio.

È una partita tra due grandi squadre e spero che si veda un bel gioco che possa piacere a tutti. Non ci sono allarmi legati alla sicurezza, ma siccome un bel numero di italiani sono previsti a Parigi, come consolato siamo pronti ad assisterli: abbiamo già apprestato tutto. Alla parte francese spetta la sicurezza, che hanno già assicurato massima attenzione, abbiamo un numero di telefono per assistenza, allungato l’orario della reperibilità fino a mezzanotte. Voglio chiudere con un bel Forza Napoli!”

Donato Di Campli, agente:  “Punti deboli del Psg? Non bisogna avere solo i soldi per costruire le squadre. Il Napoli ha più cuore, giocare a Parigi è solo un modo per timbrare il cartellino, per il Napoli è diverso. In Francia è un campionato di marionette ed è per questo che il Paris vince solo in Francia. È estremamente non allenante come campionato, giocare con alcune squadre francesi è giocare come contro una squadra di Serie C nostra. Cambiano allenatori e non vincono a Parigi in Europa: non è un problema di allenatori, ne sono passati tanti di bravi. A Parigi dovrebbero farsi qualche domanda”.

Ranucci, direttore:  ”Per dovere di cronaca, devo dire che la questione degli striscioni su Superga ci sono state fatte delle contestazioni. Ci è stato detto che due tifosi appartenenti ai Drughi sono stati daspati, quindi un provvedimento c’è stato. Ma, c’è un problema con le intercettazioni. Oggi tifosi juventini e siti vicini alla Juventus ci accusano di aver tagliato le intercettazioni a modo nostro. Ovviamente, non è così.

Il problema dello sciopero del tifo esiste e non capisco perché la Juventus se lo ponga, non credo abbia problemi a riempire lo stadio. Credo che la Juventus contesti la nostra ricostruzione. In sede di giustizia sportiva non è stato possibile capire se Andrea Agnelli era a conoscenza della questione striscioni su Superga. Malavita nei gruppi organizzati? Non riguarda solo la Juventus, la mafia nel calcio esiste.

Ed io sono davvero juventino, questa inchiesta è stata molto difficile per me. Non potrò più andare allo stadio, non potrò più vedere la partita nel mio club. Io sono cresciuto a pane e calcio. Ho preso l’impegno con la famiglia di Bucci e l’ho portato avanti. Il suo interrogatorio non contiene quasi nulla. Si è cercato di capire quanto era disposto a parlare per poi un vero secondo interrogatorio. Sapeva delle cose che si è portato con sé.

Tutti i presidenti che decidono di chiudere con il tifo organizzato meritano un plauso: De Laurentiis riceve un augurio di morte ogni tre minuti, ma De Laurentiis tende anche ad allontanare i calciatori che sono ripresi con personaggi ambigui. La Juventus prova ad essere più attenta, ma le regole sono troppo facilmente aggirabili.

Le società hanno poco controllo, anche se per la Juve è imperdonabile perché manca un forte sistema di controllo. Minacce? Nell’era dei social è brutto leggere messaggi ‘Ancora respiri’ speriamo che resti solo una minaccia social, ma l’aria non è positiva”. 

 

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