Lorenzo Insigne, una delle ultime bandiere del calcio italiano. Nel segno di Diego…

Lorenzo Insigne, una delle ultime bandiere del calcio italiano. Nel segno di Diego…

di Davide D'Alessio

Lorenzo Insigne nasce in provincia di Napoli, a Frattamaggiore; è il secondogenito di una famiglia umile e lavoratrice, composta da papà Carmine, mamma Patrizia e dai fratelli Antonio, Roberto e Marco. Quattro fratelli accomunati dalla stessa passione per il calcio.

Nonostante alcune difficoltà economiche, Carmine Insigne cerca di non far mancare nulla ai propri figli; anche quando la fabbrica di scarpe in cui lavorava è costretta a chiudere. Questo episodio porterà Lorenzo ad aiutare il padre, al mattino, nel mercatino della cittadina frattese; nel pomeriggio, invece, si reca al campo per allenarsi.

Papà Carmine riesce a mettere da parte qualche soldo e riesce ad esaudire il sogno di suo figlio Lorenzo regalandogli un paio di scarpette da calcio: erano le “R9” , quelle che indossava Ronaldo il Fenomeno nel Mondiale  del “98, idolo da sempre dell’allora ragazzino di Frattamaggiore.

LORENZO INSIGNE, I PRIMI PASSI NEL MONDO DEL CALCIO

Dopo aver mosso i primi passi nell’Olimpia Sant’Arpino, Insigne entra a far parte del settore giovanile del Napoli a 15 anni. Non ancora maggiorenne Lorenzo riesce a disputare un campionato Primavera, dove mette a segno ben 15 reti. Sarà Walter Mazzarri a farlo esordire nel 2010 con la maglia della prima squadra contro il Livorno; subentrando a Germán Denis negli ultimi  istanti di gara.

La stagione successiva viene prelevato dal Foggia, compagine militante nella prima divisione della Lega Pro; ed è proprio in terra pugliese che inizierà il processo di maturazione del talento napoletano classe ’91. Qui trova Zdeněk Zeman, che avendo intuito le capacità del ragazzo gli riserva sempre un posto da titolare.

Sebbene già fossero note le doti offensive del calciatore, è stato proprio il tecnico boemo ad attribuirgli il ruolo d’esterno attacco nel 4-3-3; esaltando di fatto le caratteristiche dell’attaccante: tiro, cross e dribbling.

Quando l’allenatore ceco approda al Pescara, nel 2012, porta con sé anche Insigne; la squadra abruzzese scrive la storia proprio grazie ad un trio di giovani, destinati a diventare dei fuoriclasse: Ciro Immobile, Marco Verratti e lo stesso Insigne. Sotto la guida del “boemo” riescono a segnare 90 gol e a riportare il Pescara in serie A. Al termine dell’esaltante stagione, Lorenzo fa ritorno al Napoli.

LORENZO INSIGNE, LA BANDIERA DEL NAPOLI

Da allora sono passate ben 8 stagioni; la consacrazione definitiva arriva nel febbraio 2019, quando il Napoli dice addio ad uno dei calciatori più importanti della propria storia. Marek Hamsik viene acquistato dal club cinese Dalian Pro dopo quasi 12 stagioni nel club partenopeo. Lorenzo diviene così il nuovo capitano del Napoli, coronando il sogno che aveva sin da bambino.

Nonostante il rapporto non sempre idilliaco con i tifosi azzurri, Insigne è riuscito ad anteporre l’amore per la sua città e per la maglia azzurra dinanzi a qualsiasi offerta; ad oggi può essere considerato una delle ultime “bandiere” del calcio italiano.

L’arrivo di Gattuso sulla panchina del Napoli ha portato svariati benefici all’esterno partenopeo, permettendo a Lorenzo di brillare di luce propria anche nella Nazionale guidata da Roberto Mancini. Il ragazzo di Frattamaggiore sembra non sentire il peso del numero “10”, anzi…  con quella maglia si sta esaltando, mostrando maturità e qualità nelle sue giocate.

Il numero 10 invece, al Napoli fu ritirato nel rispetto di un grande campione, quale è stato Diego Armando Maradona. Per questo motivo Lorenzo Insigne scelse il numero 24, che sta a simboleggiare il giorno di nascita di sua moglie.

LORENZO INSIGNE, IL PRESENTE E IL FUTURO DEL NAPOLI

Nelle scorse settimane Maradona era stato operato alla testa; l’intervento era ben riuscito. Purtroppo lo scorso mercoledì, mentre era nella sua abitazione, Diego è stato colpito da un arresto cardiaco, che gli è stato fatale. La notizia della sua morte ha sconvolto l’intero mondo del calcio e soprattutto il popolo napoletano. Piangono i suoi ex-compagni di squadra, grandi e piccini, uomini di sport e non solo; Diego ha lasciato un vuoto che sarà difficile colmare.

Prima del fischio d’inizio tra Napoli e Roma, Lorenzo Insigne ha depositato un mazzo fiori sotto le rispettive curve “A” e “B” dello stadio San Paolo, che prestò sarà rinominato in onore di Diego Armando Maradona.

Il Napoli passa in vantaggio proprio grazie alla rete del capitano azzurro che, con una splendida punizione, ha battuto Mirante; Lorenzo ha voluto dedicare la sua rete al numero “10” più forte di tutti i tempi. Il capitano corre verso la panchina, dove c’era la maglia in stile Argentina con il numero 10, realizzata in onore di Maradona. L’attaccante azzurro ha preso la maglia baciandola e alzando gli occhi verso il cielo.

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