Una delle partita più importanti di questo 25^ turno di Serie B sarà Pescara-Padova. Molto diverso è stato il cammino stagionale delle due squadre: i biancazzurri sono in piena zona play-off dopo essere stati anche in testa alla classifica a inizio campionato, mentre la squadra di Bisoli è alle prese in una difficile lotta per non retrocedere. Al momento condivide infatti l’ultimo posto con il Carpi.

Per l’occasione, “Europa Calcio” ha contattato in esclusiva Damiano Longhi, ex centrocampista – ora allenatore – che durante il lungo percorso da giocatore ha militato per ben otto stagioni nel Padova, dove tuttora vive, ma ha vestito anche la casacca del Pescara nell’annata 1989/1990.

Longhi, come valuta questo Pescara? E’ certamente una delle migliori sorprese di questo campionato.

Fino a un mese fa le cose stavano andando per il verso giusto e la squadra convinceva anche nel gioco, mentre nell’ultimo periodo il Pescara ha avuto un calo. Ma la vittoria di Crotone ha dato sicuramente autostima e anche maggiore credibilità alla squadra che, come ho detto prima, sta giocando bene ed è guidata da un allenatore preparato ed esperto“.

La promozione diretta è possibile?

Direttamente non lo so. Tolte Palermo, è stato costruito per la promozione diretta, e Brescia – che da quando ha cambiato allenatore ha fatto e sta facendo vittorie su vittorie e ha un potenziale offensivo importante -, se la può giocare benissimo ai play-off. Il Pescara ha dimostrato di potersela giocare con tutti e ha una squadra che sa divertire. Fondamentale sarà arrivare a fine campionato con una buona condizione fisica buona“.

L’artefice principali di questi importanti risultati è sicuramente Bepi Pillon. Qual è il suo segreto?

Io so bene come lavora Pillon perché tre stagioni fa era subentrato anche qui a Padova facendo molto bene. Lui è un allenatore che dà tranquillità senza stravolgere un calcio che ha poco da essere stravolto: dal momento che trasmetti tranquillità ai giocatori e cerchi di sfruttarli nelle loro caratteristiche e nel loro potenziale non ci vuole tantissimo. E lui in questo è molto abile, oltre ovviamente alla grande esperienza che ha. Lo dimostra il fatto che quest’anno sta facendo molto bene, avere credibilità davanti ai propri giocatori è un fattore molto importante“.

Passando al Padova, dopo il pareggio contro il Foggia Bisoli aveva detto che, con quell’atteggiamento, la squadra si sarebbe sicuramente salvata. E’ d’accordo?

E’ bene premettere che questo Padova è una realtà completamente diversa dal Pescara. Hanno costruito una squadra credendo di avere un potenziale per rimanere in Serie B, sono state fatte delle valutazioni sbagliate sotto l’aspetto tecnico, e si sono trovati a dover rivoluzionare la squadra a gennaio. E’ una società che vuole salvarsi perché parliamo di una città importante, la salvezza sarebbe molto importante. Logico che quello che ha detto Bisoli era finalizzato a motivare tutta la rosa. Contro il Foggia la squadra ha dato comunque un segnale importante, in una partita non bella. Nessuno dei due meritava di perdere, però per la salvezza non bastano i piccoli passi ma serve qualcosa in più“.

A proposito di rivoluzione, cosa pensa dell’organico attuale?

Adesso la rosa è sicuramente da Serie B, con giocatori di esperienza e che hanno anche qualità. Però la maggior parte di loro non giocava nelle rispettive squadre di provenienza, e quindi gli manca, come è normale che sia, il ritmo partita. E facendoli giocare tutti in una volta è chiaro che dopo sessanta minuti la condizione fisica cali. Ma diciamo che a livello di squadra la salvezza è potenzialmente possibile, in questo momento i fattori che penalizzano sono una posizione di classifica deficitaria e una condizione fisica di qualcuno che non è ottimale e che quindi può pesare sulla prestazione del singolo e della squadra“.

A gennaio è rimasto Clemenza. Le chiedo per curiosità: non crede che un giocatore di qualità come lui trovi troppo poco spazio?

All’inizio giocava con più continuità. Tolto sabato, quando non aveva fatto bene – ma come lui altri giocatori quindi non è colpa sua -, nelle precedenti gare ha giocato sì di meno. Clemenza ha qualità ma ha bisogno di crescere e di dimostrare di saper mettere sul campo il suo valore. Forse in questo momento Bisoli predilige i giocatori con più forza fisica rispetto a quelli con più qualità tecnica. Ora l’obiettivo, peraltro non facile, sono i play-out, e la squadra incontrerà un Pescara reduce da una vittoria importante. Sarà un test molto importante per dimostrare che il Padova è cresciuto di personalità“.

Quindi che tipo di partita sarà?

Il Pescara gioca sui palleggi e ha una rosa di grande qualità tecnica, appena gli lasci gli spazi può fare davvero male. Questo nuovo Padova punta soprattutto sulle ripartenze. Avrà quindi pochi spazi e nell’arco della partita sarà importante sfruttare le palle inattive o comunque cercare di sbagliare il meno possibile perché sabato scorso ha preso gol al primo errore“.

FONTE IMMAGINE: “www.padovasport.tv”

 

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