Lockdown e coronavirus, quanto perdono il calcio e il mondo delle scommesse sportive?

Lockdown e coronavirus, quanto perdono il calcio e il mondo delle scommesse sportive?

LOCKDOWN E CORONAVIRUS – Un momento senza dubbio particolare, quello per il calcio italiano. La fase due è cominciata, e si discute anche sugli sport. Il Coronavirus, intanto, miete le sue vittime ancora oggi, tra casi di nuove positività e una pandemia che sul mondo del pallone rischia di gravare come un macigno.

Cosa significa lockdown per il mondo del calcio? L’apocalisse, in una sola parola e senza mezzi termini. Una Waterloo economica senza precedenti, che ha già creato non pochi problemi, purtroppo destinati a crescere. Quanto ha perso, da marzo ad oggi, il calcio? E quanto continua a perdere?

LOCKDOWN E CORONAVIRUS – Il calcio è la terza industria del Paese. I danni immediati si sono spalmati su tre livelli: sulle squadre, sulle strutture e sulle vendite. Le stime iniziali parlavano di un dramma che si è poi effettivamente consumato. Con la chiusura di tutti gli eventi, e dei punti vendita per il merchandising, con la sospensione delle attività e di tutto ciò che vi girava attorno, il buco creato è stato pari a 650 milioni di euro, per la sola Serie A. Dal solo mercato dei biglietti si perdono circa 28 milioni. Significa, tradotto, aver creato una crisi dalle conseguenze inimmaginabili: molte squadre faranno fatica a riprendersi. Se poi si allarga l’orizzonte alle altre leghe, dalla B alla D, ci si rende conto di una autentica ecatombe.

C’è poi la questione legata ai diritti televisivi: Sky ha versato alla Lega 780 milioni di euro, DAZN 193,3 milioni. Parliamo del 30% del fatturato della Lega di Serie A. Facile immaginare gli scenari in caso di annullamento della competizione, con i diritti che non verranno interamente pagati.

Dicasi lo stesso per gli sponsor, i cui accordi potrebbero essere rivisti. Le squadre di A sono aziende, dopotutto. E per questo aziende come Juve e Inter, capaci di fatturare rispettivamente 459 e 364 milioni, cifre soggette ad un forte ridimensionamento in questa stagione.

Assieme alla Serie A, però, entra in crisi anche un altro settore ad essa direttamente collegato: parliamo del mondo delle scommesse sportive, totalmente paralizzate da palinsesti vuoti e eventi che non hanno più né date né luoghi di svolgimento. Un’altra faccia della stessa crisi. Il mercato delle scommesse ha vissuto una riduzione del 93% totale, con una spesa di 70 milioni a fronte degli oltre 106 dello stesso periodo dello scorso anno. Se da un lato hanno preso risalto gli eSports, dall’altro le scommesse si sono ridotte passando da oltre 100.000 puntate giornaliere a poco più di 3.000. Danni per la filiera, ma anche per l’Erario.

Dall’ippica e le scommesse sportive l’Erario perde 30 milioni di euro, che si ingrandiscono man mano che si va ad analizzare la situazione negli altri settori del gioco, dalle slot ai bingo. Per l’Erario le proiezioni, se vogliamo, sono anche peggiori: il buco che si rischia, in proiezione, va a pesare per 1.4 miliardi di euro.

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Cristiano Abbruzzese
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Giornalista pubblicista dal luglio 2012, è il direttore di EuropaCalcio.it.

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