L’importanza di Rodrigo Bentancur

L’importanza di Rodrigo Bentancur

Lo scambio con Tevez

Quando Rodrigo Bentancur arrivò a Torino, sponda bianconera, era poco più di un giovane imberbe. Era conosciuto in Argentina per essere un duttile centrocampista, capace di svariare nel centrocampo del Boca Juniors, dal ruolo di regista a quello, persino, di rifinitore. Ed è proprio nella posizione di centrocampista offensivo che mostra le migliori qualità.
Arrivò alla Juventus nell’affare che portò Carlos Tevez in Argentina; con lui un coetaneo, Guido Vadalà, trequartista mai esploso dopo un lungo periodo passato nella Primavera bianconera e poi finito nel dimenticatoio. Mentre nel frattempo Bentancur si faceva le ossa in prima squadra.

Le origini e gli anni con Allegri

Nato in Uruguay, cresciuto nel Peñarol, fattosi conoscere con la maglia degli Xeneizes in Argentina, ora cerca la consacrazione definitiva con la Juventus. La prima stagione si assesta, ma mostra già a tutti le sue qualità di centrocampista duttile e buono ovunque lo si metta. 20 presenze nella prima stagione con Allegri. Senza gol né assist e con l’esordio da titolare assoluto nel match di Champions League contro il Barcelona. Fu un 3-0 secco degli uomini guidati da Leo Messi, ma la sua fu una buona prestazione.

Tra prestazioni di qualità, ma ancora niente di indimenticabile e qualche fiamma, però, Bentancur progredisce di stagione in stagione. Lo scorso anno mette assieme 31 presenze in Serie A, con 2 gol e 2 assist. Diventa titolare, quasi, inamovibile, di una nazionale importante come quella dell’Uruguay, ma soprattutto conferma di essere un prezioso jolly del centrocampo.

L’arrivo di Sarri e l’importanza di Bentancur

Si arriva alla stagione 2019/20. Se tanti giocatori vengono messi in discussione, Bentancur da subito impressiona Sarri e il suo staff. La sua importanza è la capacità di adattarsi a ogni ruolo e ogni richiesta fatta dal mister toscano. All’occorrenza vice-Pjanic davanti alla difesa, capace di dare ritmo e propulsione nello scambio breve e anche, quando serve, capace di provare la giocata importante. Picchiatore nel momento del bisogno, forse uno dei suoi limiti è l’eccessiva tendenza a chiudere la partita con un cartellino giallo.

Dove deve migliorare Rodrigo Bentancur

Nel ruolo di mezz’ala Sarri lo vede benissimo a svolgere i compiti richiesti: tackle, corsa, intelligenza tattica, cambio di ritmo con la palla al piede, qui però in questa zona evidenzia un altro suo grosso limite. Bentancur infatti, pur avendo una capacità innata nel sapersi inserire, nel vedere gioco, nel provare con abili giocate dribbling e combinazioni ad alto contenuto tecnico, nello stretto e supportato da ottime qualità con la palla tra i piedi, pecca ancora in fase realizzativa.

Il 22enne di Nueva Helvecia infatti, anche quando viene schierato nel ruolo di trequartista – molto atipico – non riesce ancora ad essere decisivi in zona gol, né con assist né con realizzazioni personali.

Ha fisico, corsa, tecnica e personalità, ma ancora l’impressione è che abbia notevoli margini di miglioramento. Sotto l’ala protettiva di Sarri, entro fine stagione, potremmo forse vedere il miglior Rodrigo Bentancur della sua carriera. Un giocatore che nonostante i suoi limiti ancora evidenti, riveste un’importanza fondamentale nello scacchiere juventino, dimostrandosi a oggi come il miglior dodicesimo uomo – o per usare un termine cestistico, sesto uomo-  possibile.

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