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Lazio, Tudor comincia col botto: Juve beffata al 95′

Foto © Stefano D'Offizi

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Lazio Tudor comincia col botto – Al termine della sosta per gli impegni della Nazionale, la Lazio ritrova le mura amiche dello Stadio Olimpico. Prima gara interna con Igor Tudor in panchina, una manciata di giorni di allenamento per provare a invertire subito la rotta, anche se l’avversario è statisticamente il più ostico di sempre: la Juventus.

La Vecchia Signora conta diverse defezioni, le più pesanti Vlahovic e Milik in avanti, così che Allegri deve affidarsi a Kean. Ma andiamo con ordine.
Tudor ridisegna una Lazio in segreto, in settimana non aveva rilasciato alcun indizio né sul modulo, né sugli undici, così a parte Provedel non ancora ristabilito e sostituito da Mandas, il resto è un terno a lotto.

Mandas tra i pali, Gila, Romagnoli e Casale a costituire una difesa a tre, Felipe Anderson e Marusic a fare gli esterni di fascia con Cataldi e il rilanciato Kamada a centrocampo. Pedro e Zaccagni sulla tre quarti in supporto a Castellanos, preferito ad Immobile probabilmente in vista del match di Coppa Italia di martedì proprio con la Juventus.

Bianconeri con Szczesny in porta, difesa a quattro con De Sciglio, Rugani, Bremer e Danilo, Miretti, Locatelli e Rabiot in mediana con Chiesa, Kean e Cambiaso davanti.

Lazio Tudor comincia col botto: beffata la Juve al 95′

Il gioco della Lazio è molto diverso dall’era Sarri, fraseggi stretti dal centrocampo in giù se ne vedono pochi e Mandas non fa quasi mai partire il gioco dal basso. La Juventus dal canto suo pressa per tutto il primo tempo, andando vicino in un paio di occasioni al vantaggio, ma nulla di fatto da entrambe i lati, si va a riposo sullo 0-0.

Nella ripresa Allegri cambia De Sciglio e Miretti con McKennie e Iling-Jr, per dare maggiore spinta ai suoi e in parte ci riesce, bellissimo il duello che nasce tra Marusic e Iling. Al 57esimo Tudor attua i primi cambi, dentro Immobile e Isaksen per Castellanos e Pedro, tatticamente non cambia molto.

La partita si fa più tesa e nervosa, giallo a Iling-Jr per trattenuta su Isaksen, poi a Weah subentrato qualche minuto prima per Cambiaso, infine giallo a Immobile per proteste su un presunto rigore non concesso da Colombo, il VAR tace.

Quando tutto sembra ormai finito, al 94esimo Guendouzi pesca in area Marusic con un cross al bacio, palla in rete e Lazio in vantaggio allo scadere, pare di rivedere il replay di Provedel con l’Atletico Madrid.

Lazio Tudor comincia col botto: beffata la Juve al 95′

In conclusione, la Juventus conferma la crisi con appena 10 punti rimediati nelle ultime 10 partite, ruolino di marcia inusuale per gli uomini di Allegri. Gioco abbastanza sterile e con poche idee, ai bianconeri il muso corto non può bastare più. Kean è un fantasma, a dispetto della forma fisica invidiabile, non riceve un pallone giocabile verso la porta da nessuno dei suoi, c’è anche da dire che Cambiaso, probabilmente fuori ruolo, sembra più concentrato nella sua abituale fase difensiva.

Spenti anche Rabiot e Locatelli, ultimo la brutta copia del giocatore che aveva fatto bene ad inizio stagione. Bene Iling-Jr, entra col piglio giusto ma si ritrova due brutti clienti sulla fascia e rimane inchiodato più in copertura che in proposizione.

Lazio Tudor comincia col botto: beffata la Juve al 95′

Nella Lazio nessuna insufficienza, tranne forse la prova sottotono di un Ciro Immobile fuori forma ormai da un po’, anche se stavolta ha dimostrato più volontà, chissà che partendo da titolare nella sfida di martedì non possa sbloccarsi.

Notevole la prestazione di Mario Gila, capace di sfoggiare interventi in scivolata chirurgica e progressioni palla al piede che non si vedevano in casa Lazio da circa vent’anni. Sontuosa partita anche per Kamada, chilometri macinati senza sbagliare un passaggio, meno preciso nei sedici metri ma l’importante era alzare l’asticella.

Tudor è un allenatore sanguigno, solleva i pollici quando i suoi spazzano in fallo laterale, applaude quando la difficoltà si risolve in modo pratico, entra in campo con i giocatori durante il riscaldamento pre partita, fa sentire la sua presenza imponendosi nelle scelte senza mai nascondersi: chi ha detto che il presidente Lotito lo ha preso perché “aziendalista” e facile da controllare probabilmente sbaglia di grosso. Prima vittoria dell’era Tudor, tre punti d’oro e appuntamento alla Juventus martedì prossimo.

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