Lazio poker alla Salernitana – La Lazio ritrova i tre punti con la Salernitana, ultima della classe con ben poche speranze di salvezza: 15 punti totali in 31 partite fin qui disputate e appena due vittorie, una delle quali proprio contro i biancocelesti. Un percorso piuttosto impetuoso per i granata che aveva avuto le sue difficoltà già nella scorsa stagione.

Lazio che viene da una sconfitta nervosa nel derby della Capitale e da una altrettanto dura in Coppa Italia ad opera di una Juventus cinica, la stessa che poche ore prima era capitolata in campionato nella prima partita di Tudor sulla panchina biancoceleste.

Infermeria piena per il tecnico croato che si affida ad una formazione piuttosto insolita: 4-4-1-1 con Mandas tra i pali, Marusic e Gila a fare i terzini, Patric e Casale centrali, Felipe Anderson esterno a destra, Vecino e Kamada a centrocampo e Lazzari nella sua nuova veste di esterno sinistro con piede invertito, sulla tre quarti Luis Alberto ed unica punta Castellanos.

Risponde Colantuono con un 3-4-2-1 che vede Costil in porta, Pirola Boateng e Gyomber in difesa, Bradaric e Zanoli sulle fasce con Coulibaly e Mggiore al centro, Candreva e Tchaouna a rifinire palloni per l’unica punta Ikwuemesi.

Sugli spalti la Nord è in contestazione, uno striscione recita senza lasciare interpretazioni: “Non siete degni di indossare la nostra maglia”, con tanto di numeri a simboleggiare le maglie dei giocatori.

Lazio poker alla Salernitana (4-1) ma vittoria amara

I biancocelesti partono subito forte e già al sesto minuto Castellanos sfiora il goal di testa grazie a una deviazione di Bradaric che manda in angolo. Un minuto dopo Anderson scippa palla a Candreva sulla trequarti per poi entrare in area e battere a rete indisturbato: 1-0.

Passano altri 7 minuti e stavolta è Vecino a battere Costil. Sugli sviluppi di un corner la sfera urta un braccio di Gyomber, neanche il tempo di pretendere la massima punizione che proprio il centrocampista uruguaiano ribatte a rete. Al sedicesimo minuto accorcia Tchaouna per i granata, su una ripartenza sfrutta il cross in area di Ikwuemesi e anticipa tutti depositando in rete. Al 35esimo ancora Anderson finalizza un’azione costruita su passaggi stretti tra Vecino Castellanos e lo stesso Anderson: 3-1.

Lazio poker alla Salernitana (4-1) ma vittoria amara

Si va negli spogliatoi con due goal di scarto e nella ripresa Colantuono ne cambia tre: fuori Boateng, Zanoli e Maggiore per Sambia, Manolas (accolto tra i fischi, reo di aver vestito la maglia della sponda opposta del Tevere) e Legowski. Cambia poco in termini di gioco, la Lazio conduce il gioco controllando e misurando le timide ripartenze dei campani.

Al 69esimo Castellanos e Pirola si scontrano in area in maniera fortuita, ne fanno entrambi le spese, gioco fermo per consentire fasciature vistose a fermare il sangue. Pochi minuti dopo sarà lo stesso Taty a lasciare il campo in favore di Pedro, mentre Luis Alberto lascia spazio a Cataldi.

Si va avanti con continue ripartenze laziali, mentre la Salernitana si limita ad attendere il momento giusto per sfruttare il contropiede con la velocità degli esterni. Ultimo cambio per la Lazio, dentro Isaksen per un esausto Gila. Sarà poi proprio l’esterno biondo a trovare il quarto goal biancoceleste tre minuti dopo e chiudere dunque il match con tre goal di scarto.

Lazio poker alla Salernitana (4-1) ma vittoria amara

La Lazio torna quindi alla vittoria tra le mura di casa, dove in questa stagione ha segnato pochissimo. Nonostante questo, i cori contro squadra e società sono continuati per tutta la durata del match.

Come se non bastasse il clima di contestazione, Luis Alberto intercettato dai microfoni di DAZN al termine del match, si abbandona ad uno sfogo dettato probabilmente dall’atmosfera cupa che ha ingrigito una bella vittoria.

“Non voglio più un euro dalla Lazio, ho già chiesto al club la rescissione del contratto, questa società mi ha dato molto ma la prossima stagione non sarò parte del progetto, è arrivato il momento di farmi da parte e lasciare per altri il mio ingaggio”, ha dichiarato il numero 10 laziale.

Più tardi la società farà sapere in una nota di aver appreso queste volontà nel momento dell’ esternazione, forse rilasciata più per uno sfogo che per reale volontà. C’è da dire che il gioco di Tudor rispetto a quello di Sarri è abbastanza differente e lo spagnolo potrebbe non trovarsi a suo agio, lui che non ha mai dimostrato di apprezzare gite fuori porta dalla sua comfort zone… C’è da chiedersi, chi le apprezzerebbe?

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