Lazio Immobile – In queste giornate di campionato, la Lazio ha ritrovato Ciro Immobile. L’attaccante biancoceleste è attualmente il capocannoniere della Serie A con 15 gol realizzati in 13 partite. Cifre strepitose, che confermano la classe di Immobile, trascinatore vero della squadra di Inzaghi. Oggi, Immobile è stato protagonista di una lunga intervista a DAZN. Di seguito le sue dichiarazioni:

Inzaghi.
Noi siamo cresciuti insieme, Simone è nato da poco come allenatore, mentre io ho raggiunto la maturità calcistica con lui. Stiamo condividendo un bel percorso e questo aiuta. Ci siamo divertiti, potevamo fare di più nella stagione in cui abbiamo perso la Champions League nell’ultima giornata con l’Inter. Però lo scorso anno abbiamo vinto la Coppa Italia che è un traguardo importante”.

Obiettivo Champions League.
“La Lazio deve lottare per andare in Champions, per una società così importante è un obbligo. Il rapporto con il mister? Devi saperti comportare. Il rispetto dei ruoli è importante. Fare l’allenatore è difficile, bisogna gestire 25 giocatori. Per Inzaghi è un compito delicato, io essendo uno dei senatori cerco di dare una mano anche nello spogliatoio. Ci sono momenti in cui capita di discutere, è normale in tutti i rapporti del mondo. Quando le persone si vogliono bene il litigio è forse anche più forte, perché è vero. Penso alla sostituzione di cui tanto si è parlato, ho avuto quella reazione perché volevo giocare. Ovviamente non è una scusa valida. Lui ci è rimasto male, però ha fortificato ancora di più il legame”.

Gli esordi nel Pescara.
Quando ho iniziato ero molto giovane, giocavamo per vincere le partite e divertirci. Zeman per me è stato fondamentale, anche sotto l’aspetto tattico e tecnico. Lui mi diceva sempre: “Sei la rovina di questa squadra”. Si riferiva al modo di giocare, voleva che gli esterni tagliassero, che le mezzali si inserissero. Io facevo solo movimenti finalizzati al gol. Riuscivo magari a segnare anche due volte, poi entravo nello spogliatoio e lui mi diceva sempre che non andava bene“.

Il “Gallo” Belotti.
Con il Gallo ho un bellissimo rapporto, è difficile avere un legame così nel mondo del calcio. Siamo stati anche in vacanza insieme alle Maldive. Chi sarà il prossimo centravanti dell’Italia? Stiamo facendo bene entrambi, si vedrà. C’è sana competizione, ed è giusto così. Aiuta a voler far bene a tutti i costi: la concorrenza può essere uno stimolo in più”.

Il CT Roberto Mancini.
“Con Mancini mi trovo bene, i giornali e le tv dicevano il contrario. Lo scorso anno ero in difficoltà con la Lazio ed era inevitabile averli anche in Nazionale. Con l’Italia giochi poco, ti vedi 5 volte l’anno e devi conoscere bene anche il ct. Ora va tutto a gonfie vele, abbiamo raggiunto grandi risultati. Il percorso è stato netto, ho visto di nuovo tanta gente appassionata alla Nazionale”.

La Lazio.
E’ l’anno buono per lottare e arrivare in Champions League. Stiamo facendo un bel percorso, poteva essere ottimo non perdendo qualche punto in giro. Questo è il nostro limite: se vuoi essere una grande squadra non puoi permetterti alcuni risultati”.

I casi di razzismo.
Dà molto fastidio che alla Lazio spesso venga accostata questa immagine. Anche i tifosi biancocelesti hanno fatto gesti a favore della lotta contro il razzismo. È uno stereotipo, di cui si parla troppo. Se 10 tifosi della Lazio si comportano male andiamo a prendere quelli, non tutta la Curva Nord”.

Quale sarà il futuro di Immobile?
Mi piacerebbe restare qui fino al termine della carriera. La città è bellissima e sto benissimo. Anche con la società il rapporto va alla grande, i tifosi mi amano. Quando trovi un certo equilibrio è difficile andare via”.

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