Lazio AcerbiFrancesco Acerbi è uno dei difensori più importanti della Serie A. Da quando è arrivato alla Lazio, infatti, il giocatore è diventato un titolare indiscusso e ha ritrovato anche la Nazionale maggiore. Tuttavia, come tutti sanno, Acerbi ha dovuto affrontare un periodo molto difficile legato alla scoperta di un tumore ai testicoli. Una sfida, che il difensore ha vinto e che l’ha reso indubbiamente più determinato.

Quest’oggi, sull’edizione di Repubblica, Francesco Acerbi ha parlato del suo passato, del suo presente e del suo futuro nel mondo del calcio. Di seguito le sue dichiarazioni:

La morte del padre.
“Dopo la morte di papà sono precipitato e ho toccato il fondo. Ero al Milan, mi sono venuti a mancare gli stimoli, non sapevo più giocare. Mi sono messo a bere. Mi ha salvato il cancro. Avevo di nuovo qualcosa contro cui lottare, un limite da oltrepassare”.

La paura del cancro.
“Ho smesso di avere paura sei anni fa. Mi ripetevo, che fai se quella roba ritorna? La affronterò di nuovo, mi sono risposto. Vedo le cose chiare davanti a me e so che da un giorno all’altro potrebbe cambiare tutto. Credo che la malattia mi abbia addirittura migliorato, cancellando rimorsi e rimpianti. Ho smesso di sognare, preferisco fissarmi dei traguardi semplici. Volevo la Nazionale e me la sono ripresa”.

Lazio Acerbi – Il futuro di Acerbi.
“Mi vedo in campo fino a 38 anni, qualche soddisfazione da togliermi con la Lazio, poi la panchina. Farò l’allenatore”.

Qualche giorno fa è venuto a mancare Squinzi.
“Ci siamo capiti e rispettati. A volte ci bastava uno sguardo, altre volte un abbraccio. Non mi chieda di aggiungere altro”.

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