LAVEZZINI SOGLIANO SULLO – Giorno dopo giorno, prende sempre più forma questo nuovo Padova targato Sogliano-Sullo. Solo l’altro ieri sono stati ufficialiazzati gli arrivi dei giocatori Gabionetta, Mokulu e Baraye.

LAVEZZINI SOGLIANO SULLO – Già numerose sono le trattative messe a segno dal nuovo direttore sportivo. La squadra è da pochi giorni in ritiro a Masen di Giovo.

LAVEZZINI SOGLIANO SULLO – Per parlare di questi importanti cambiamenti, “Europa Calcio” ha contattato telefonicamente Rino Lavezzini, uno che conosce molto bene la realtà padovana in quanto per ben quattro anni nello staff tecnico biancoscudato, prima con Carmine Parlato e successivamente con Bepi Pillon.

[df-subtitle]Lavezzini, che idea si è fatto di questo Padova in fase di costruzione?[/df-subtitle]

Intanto c’è da ricordare il cambio ai vertici del club. Io non conosco bene la nuova società, però conosco bene Sogliano e penso che la società sia andata in mano ad uno dei più esperti nel campo nazionale dei direttori sportivi. E’ un grande esperto non solo di C, ma conosce il calcio. E’ uno dei più preparati nel mondo del calcio in generale. Questo fattore è già una sicurezza per questa nuova proprietà“.

[df-subtitle]Se su Sogliano siamo pressoché tutti d’accordo, diverso è discorso relativo a Sullo, per il quale c’è più scetticismo.[/df-subtitle]

Bisogna dire che Padova è una piazza difficilissima, ci sono sempre dei contrasti tra la stessa tifoseria. Io dico che la scelta di Sogliano è stata su di un allenatore giovane e che ha delle grandi motivazioni. Oggi avere l’energia e le motivazioni per allenare una squadra importante sono aspetti determinanti. Sullo è giovane, ma ha già avuto esperienze importanti con Ventura, per cui è vero che è alla prima esperienza, ma la gavetta l’ha fatta. Ha lavorato in piazze importante con un allenatore che sicuramente gli ha lasciato qualcosa di positivo. Poi lui farà la sua strada senza guardarsi indietro. Sono convinto che la scelta sia stata fatta su allenatore che avrà delle grandi motivazioni“.

[df-subtitle]Questioni tecniche a parte, a cosa dovrà fare maggiormente attenzione il nuovo tecnico biancoscudato?[/df-subtitle]

Io sono convinto che lui sarà supportato da Sogliano, lavoreranno senz’altro in sintonia. Certo è che sarà un campionato difficile perché parliamo di una squadra rifatta dal nuovo, ma con giocatori importanti. In questa stagione conclusa il Padova si poteva salvare, bastava poco. Però ci sono state troppe vicessitudini tra cui i diversi cambi di allenatore. Adesso c’è una squadra nuova, e da quello che leggo è già ben vista da gran parte della tifoseria. Bisognerà stare attenti perché ci saranno avversarie come Vicenza, Modena e Triestina, ovvero tutte realtà che vogliono riemergere. E non dimentichiamo nemmeno i derby, nei quali vanno considerati diversi fattori che nella partita singola possono incidere. Ci vorrà anche un po’ di fortuna“.

[df-subtitle]Il club sta ufficializzando diversi nuovi giocatori. Come valuta questi arrivi?[/df-subtitle]

Sono tutti giocatori di prima fascia per questa categoria. E’ arrivato anche Baraye che conosco bene ed è un ottimo terzino. Stanno costruendo una squadra molto diversa da quella dell’anno scorso. Io credo molto nella rosa che stanno allestendo. Inoltre il pubblico padovano ti sostiene fino all’ultimo. Poi magari ti può contestare, ma fino alla fine può essere il dodicesimo uomo in campo“.

[df-subtitle]Nel contempo, in rosa ci sono diversi dei “vecchi”, tranne De Cenco e Guidone che non sono stati convocati. Chi terrebbe di loro?[/df-subtitle]

Mi è dispiaciuto molto per la partenza di Mazzocco, è un giocatore duttile ed era forse l’ultimo baluardo di quella società. Comunque per dare un giudizio bisognerà aspettare il termine del mercato. E poi sono convinto che Sogliano qualche colpo in canna lo terrà alla fine. Negli ultimi giorni di mercato possono farsi dei colpi impensabili“.

[df-subtitle]Lei è stato a lungo a Padova. Che ricordo ha della gestione Bonetto-Bergamin?[/df-subtitle]

Ho fatto quattro anni indimenticabili. I primi due sono stati bellissimi anche a livello “familiare”, sia con Bonetto che con Bergamin. Poi dopo si è voluto fare un salto (forse) professionale ed è rimasto solo Bonetto. Lui più che un presidente è stato un grande tifoso del Padova, si è fatto prendere dal cuore e dei sentimenti, e questo è stato probabilmente l’unico errore: nel calcio i sentimenti contano poco. Però è stata una persona di spessore che ha rispettato tutto quello che c’era da rispettare, e ha svolto al meglio tutti i suoi compiti“.

[df-subtitle]A causa della mancata iscrizione dell’Abissola, lei al momento è fermo. Le sono arrivate proposte?[/df-subtitle]

Ho ricevuto una proposta da una squadra del Marocco, ma non mi sono sentito di accettare. Intanto aspetto il momento buono, cercherò qualche società che mi mandi a vedere qualche giocatore che restare e tenermi aggiornato nel mondo del calcio. Ma adesso verrò anche a Padova, in sede ho lasciato persone competenti che sono diventati amici. Vedrò la nuova squadra e a salutare Sogliano, che ho conosciuto quando abbiamo fatto assieme il corso da direttore sportivo. E sono anche legato anche a tutta la tifoseria, soprattutto con gli ultras, che con noi sono stati sempre straordinari“.

FONTE IMMAGINE: “www.padovacalcio.it”

 

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