Lautaro Fernandez, dall’amicizia con Calleri al futuro: “Voglio giocare ad alti livelli qui in Italia” – ESCLUSIVA EC

Lautaro Fernandez, dall’amicizia con Calleri al futuro: “Voglio giocare ad alti livelli qui in Italia” – ESCLUSIVA EC

“Il mio sogno da calciatore è quello di arrivare a giocare il più in alto possibile qui in Italia, è un paese meraviglioso che mi ha dato molto. Vorrei anche portare tutta la mia famiglia qui, mi manca tantissimo”. Lautaro Fernandez ha le idee ben chiare sia sul presente che sul futuro e, in esclusiva per EuropaCalcio.it, l’attaccante del Troina si è raccontato a 360°.

Fernandez muove i primi passi nel calcio con l’All Boys in Argentina e fa coppia in attacco con Jonathan Calleri, fin quando, arrivati in prima squadra, le loro strade si separano. Omonimo del più famoso attaccante dell’Inter, Lautaro Fernandez ha voglia di dimostrare tutto il suo valore e, in vista della prossima stagione, di approdare in un club professionistico in Italia.

Questi i temi trattati da Lautaro Fernandez in esclusiva ai microfoni di EuropaCalcio.it.

Come stai trascorrendo la quarantena?

“Sono a Troina dal mese di marzo, dopo l’ultima partita giocata in casa contro la Cittanovese. Purtroppo non posso tornare a casa, in Argentina hanno bloccato tutti gli aeroporti. Devo dire però che qui in Sicilia mi sento a casa, ho molti amici e in questi tempi difficili che stiamo vivendo è molto importante averli vicini per rendere tutto più facile”.

Adesso cosa succederà in serie D?

“Non abbiamo ancora ricevuto nessuna comunicazione in merito. Mi auguro però che ci sia maggiore tutela per tutti i lavoratori delle società dilettantistiche, perché questo è il nostro pane quotidiano. Spero che in futuro la Lega possa dare maggiori garanzie”.

Hai realizzato sette reti e hai trascinato il Troina in zona playoff. Che voto dai a questa stagione?

“Una stagione da sogno. Quando ho accettato di venire a Troina, tutti mi dicevano che la squadra avrebbe lottato per la salvezza e che ero un pazzo ad abbracciare questo progetto. Abbiamo dimostrato sul campo che con il lavoro e il sacrificio si può raggiungere tutto nella vita. Eravamo una squadra giovane, con tanta voglia e determinazione. Abbiamo realizzato qualcosa di inimmaginabile, sono molto soddisfatto del percorso fatto”.

Che rapporto hai con mister Boncore?

“Ci siamo sentiti al telefono e mi ha convinto ad accettare questo progetto. Già dal primo giorno di allenamento ho capito immediatamente che è un tipo di persona di cui ci si può fidare ed un allenatore molto bravo. È il tecnico giusto in questo momento della mia carriera, ho imparato molto da lui nel calcio e anche sotto l’aspetto umano”.

Qual è la rete più bella che hai realizzato quest’anno?

“La rete più bella di quest’anno l’ho realizzata in casa contro il Biancavilla. Eravamo sul punteggio di 1-1 e mancavano 10 minuti al termine; dagli sviluppi di un fallo laterale veloce, la difesa avversaria era distratta; così riesco a colpire la sfera al volo e la incrocio sul secondo palo. E’ stato un gol bellissimo ed ho provato una bella emozione. Peccato che non si può rivedere perché in quella partita non ci sono state riprese della gara. Ma io non lo dimenticherò mai”.

Com’è stata la tua esperienza a Gibilterra?

“La mia esperienza a Gibilterra è stata molto positiva; è una Nazione di 35 mila abitanti, il suo territorio è piccolo ma ha paesaggi incredibili ed è un bel posto in cui vivere. Per quanto riguarda il calcio è completamente diverso da quello praticato in Argentina o in Italia. Lì ci sono 10 squadre di Serie A, c’è solo un campo di gioco, tutte le compagini giocano nello stesso stadio; è qualcosa di molto strano. Il livello non è affatto basso, ci sono molti calciatori che giocano per le rispettive squadre nazionali. Il campionato offre anche tre posti per le competizioni europee, una squadra gioca il playoff di Champions League e due compagini quelli di Europa League. Grazie a questa esperienza ho imparato tanto; inoltre, ho incontrato molte persone ed ho instaurato grandi amicizie”.

Ai tempi dell’All Boys, Lequi e Quiroga erano tuoi compagni di squadra. Che rapporto avevi con loro? Ti avevano mai parlato dell’Italia?

“Con loro parlavo spesso, erano i più grandi della squadra e anche i più esperti. Sia Lequi che Quiroga hanno disputato una carriera affascinante e hanno giocato in club molto importanti al mondo. Erano difensori centrali e mi spiegavano sempre i movimenti che li infastidivano maggiormente, in questo modo ho potuto migliorare la mia esperienza da attaccante; ascoltavo sempre attentamente i loro consigli e cercavo di metterli in pratica sul terreno di gioco. Purtroppo non ho avuto l’opportunità di parlare della loro esperienza in Italia – spiega Lautaro Fernandez – è qualcosa che ho in sospeso, spero di ritrovarli un giorno e di poter discutere di calcio in maniera più approfondita”.

Nel 2013 hai affrontato de Paul. Che calciatore era all’epoca?

“Ho giocato contro di lui sia in Primavera che in prima squadra. A quel tempo già lasciava intravedere le sue qualità, un giocatore molto tecnico con un ottimo controllo della palla e visione del campo. Ora sta mostrando una maturità diversa, con la maglia dell’Argentina ha giocato partite di alto livello. Gli auguro il meglio per la sua carriera”.

Secondo te Jonathan Calleri potrà ancora avere qualche chance di approdare in una big europea?

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Lautaro Fernandez e Jonathan Calleri ai tempi dell’All Boys.

“Conosco Jonathan da molti anni. Abbiamo giocato insieme ai tempi dell’All Boys. Facevamo coppia in attacco nella Primavera e anche in prima squadra. Abbiamo disputato tante partite insieme realizzando tanti gol, ci trovavamo bene sia dentro che fuori del campo; ho un bel rapporto con lui. Spero vivamente che possa arrivare in un grande club europeo e quindi dimostrare tutto il suo potenziale. È un ragazzo eccezionale e un ottimo giocatore”.

Nonostante questa fase di impasse, sei stato già contattato da qualche squadra professionistica in vista della prossima stagione?

“Momentaneamente non ancora, ma spero di giocare il prossimo campionato in una squadra professionistica. È l’obiettivo che ho sempre avuto. Spero che l’occasione possa finalmente arrivare”.

Qual è il tuo sogno?

“Il mio sogno da calciatore è quello di arrivare a giocare il più in alto possibile qui in Italia, è un paese meraviglioso che mi ha dato molto. Vorrei anche portare tutta la mia famiglia qui, mi manca tantissimo”.

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Cristiano Abbruzzese
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Giornalista pubblicista dal luglio 2012, è il direttore di EuropaCalcio.it.

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