[df-subtitle]Sabato sera si giocherà Udinese – Napoli, nell’Udinese titolare dal 1′ un Lasagna galvanizzato dall’esperienza in azzurro e pronto a essere decisivo come contro la Polonia[/df-subtitle]Chissà che sabato sera non possa arrivare il suo momento. Di sicuro la breve esperienza con la Nazionale riporta a Udine un Lasagna galvanizzato dall’assist decisivo per il gol vittoria degli azzurri e ora voglioso di riscatto anche con la maglia dell’Udinese.
L’attaccante numero 15 di San Benedetto del Po è stato intervistato oggi dalla Gazzetta dello Sport, queste le sue parole trascritte per il web da udineseblog.it:

La cosa che mi fa rabbia è che Arianna, la mia compagna, e i miei genitori non l’hanno vista. Avevano preparato tutto. Volo Milano-Francoforte e volo successivo per la Polonia. Per tre minuti lo hanno perso. E la stessa compagnia aerea non li ha aspettati. C’è di più: a quel punto dovevano tornare in Italia: la stavano seguendo in streaming. Ma partiva l’aereo e hanno dovuto spegnere. Si sono persi tutto. Hanno pianto per due giorni. Ma sono stati anche lacrime di gioia. Tutto è stato bellissimo, però per me. Dal momento in cui il team manager Gigi Infurna mi ha detto che dovevo partire alla visita da Mattarella. Gigi mi ha detto che si era infortunato Zaza e dovevo presentarmi entro sera a Genova. Erano le 13.30. Sono partito da San Benedetto Po (Mantova) per Udine dove avevo le scarpe e da lì per Genova. Alle 21.30 ero in Nazionale e alle 22 ho conosciuto Mancini e lo staff. Poi ho dormito: prima da solo, poi con Tonelli. In Polonia, quando mi hanno detto di accelerare il riscaldamento, ho capito che stavo per entrare. Per me era già un sogno essere in panca. Il rinnovo arrivato di recente è stato un altro momento di grande felicità. Ringrazio il club e il mio agente Massimo Briaschi che ci ha lavorato bene. Il merito della chiamata è anche dell’Udinese. Dobbiamo risalire. Sabato abbiamo il Napoli, squadra di campioni con tanta qualità. Dobbiamo sbagliare il meno possibile. Ma la squadra c’è. Rispetto allo scorso anno abbiamo un gruppo molto unito, c’è grande spirito di sacrificio. Dobbiamo migliorare nella fase offensiva ed è  vero: preferirei giocare con un’altra punta accanto o, almeno, con un trequartista. Uno con cui scambiare la palla. Perché in due contro tre qualcosa la fai, da solo è decisamente più dura. Comunque io faccio quel che decide l’allenatore. L’importante è che riprendiamo a fare punti. Perché quelli ci servono. Anche col Napoli. In casa giochiamo noi. Dobbiamo provarci”.

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