La squadra PSG: da Donnarumma a Sergio Ramos, passando per Wijnaldum. I soldi fanno la felicità del collettivo?

Quello a cui abbiamo assistito nell’ultima sessione di calciomercato è sicuramente un unicum. Certo, siamo ormai abituati al calcio dei ricchi proprietari che spendono per la propria squadra, e sarebbe scorretto non ammettere che è un piacere veder giocare grandi campioni tutti insieme. Club come, ad esempio, Manchester City, Manchester United o Paris Saint-Germain ogni anno cercano infatti di rendere sempre più competitiva la propria rosa tramite acquisti e ingaggi economicamente importanti.

Ma l’estate dei parigini è stata particolarmente notevole in questo senso. Gli arrivi a parametro zero di Donnarumma, Sergio Ramos, Wijnaldum e Messi, uniti alla grossa spesa per Hakimi hanno portato i proprietari a spendere parecchio denaro. Perché, come stiamo riscontrando, nel calcio moderno soprattutto i giocatori portati a scadenza di contratto dagli agenti sono poi “legittimati” a chiedere stipendi e commissioni elevati.

PSG: SQUADRA O INSIEME DI FORTI SINGOLI?

Il 14 agosto in tanti abbiamo ammirato la presentazione in stile NBA, quando in occasione di PSG-Strasburgo le nuove star sono state calorosamente accolte dal pubblico del Parco dei Principi. Ma siamo certi che il tutto sia stato un bene per il club e, in particolar modo, per gli stessi giocatori? Premettendo che sarebbe sbagliato e avventato parlare di mercato bocciato o incorretto a metà ottobre, si può ugualmente pensare che fare un’analisi parziale sia interessante.

Per quel che riguarda Gianluigi “Gigio” Donnarumma, il discorso è molto ampio e da circoscrivere in un largo contesto, e perciò riportiamo solo i fatti. Dopo l’addio al Milan, il portiere campione d’Europa è giunto a Parigi nell’entusiasmo generale, ma fin da subito si è trovato chiuso nelle gerarchie da un primo portiere di sicure affidabilità ed esperienza. Mister Mauricio Pochettino non si è sentito infatti di destabilizzare lo spogliatoio ponendo immediatamente Keylor Navas in panchina. In questo caso, la riflessione viene fatta pensando a un giovane dal sicuro futuro e dall’ottimo presente che deve sacrificare (almeno in parte) la propria crescita per mettersi in gioco in una stimolante competizione. Il tutto in un un ruolo non da poco. E’ la scelta giusta? Solo il tempo potrà dirlo, ma le premesse concedono qualche indicazione.

Nell’ultima settimana, la contestazione di parte del pubblico di San Siro e il conseguente dibattito mediatico tra le partite contro Spagna e Belgio potrebbero non aver fatto bene a Donnarumma. L’incertezza (che è sembrata più che altro psicologica) in semifinale e il discutibile gol preso (e qui si parla di aspetto tecnico) nella finalina lasciano credere che il numero 50 del PSG non sia al top della condizione fisica e mentale.

La squadra PSG

E siccome siamo ancora dentro la sosta dei campionati nazionali, come da tradizione, calciatori e personaggi del panorama calcistico rilasciano più interviste del solito. E lo ha fatto anche Georginio Wijnaldum. Il giocatore olandese si è confessato parlando della sua situazione a “NOS”. Queste le sue dichiarazioni, riportate da tuttomercatoweb:

“Non posso dire di essere totalmente felice, perché la situazione non è quella che m aspettavo. Ma è il calcio e dovrò imparare ad affrontare questi momenti. Sono un combattente, devo rimanere positivo e lavorare sodo per risolvere. Ho giocato molto negli ultimi anni, sono sempre stato in buona forma e ho anche fatto molto bene. È qualcosa di diverso e devo abituarmi. Ero davvero felice di iniziare questa nuova esperienza e poi è successo… è molto difficile”.

E poi c’è Sergio Ramos, che finora ha totalizzato 0 minuti in stagione e che, con il suo ingaggio da 15 milioni netti all’anno, potrebbe decidere di cambiare aria già a gennaio. Certamente qualche problema fisico ha limitato l’ex capitano del Real Madrid, ma il suo momento è esemplificativo del contesto che rischia di crearsi nel mondo PSG. E’ evidente che il club di Al Khelaifi non è il primo della storia ad avere nel proprio roster grandi campioni, ma farli convivere non è mai facile. E l’arduo compito sta a Pochettino, che deve gestire il proprio spogliatoio cercando di risolvere le questioni personali di ognuno. Qualche problema è comunque già emerso. Prima con la rabbia di Messi per la sostituzione contro il Lione e poi con la lite di campo tra Neymar e Mbappé.

La squadra Psg

Ad ogni livello, in una squadra i singoli devono sempre mettersi a servizio di un collettivo. E’ però altrettanto vero che qualunque grande giocatore vuole sempre avere il diritto di “pretendere” di essere un protagonista. La questione è: inserire tante individualità forti tutte insieme è stata la scelta giusta del PSG e dei calciatori stessi? Il tempo sarà giudice.

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