SPEZIA LAZIO – Quattro risultati utili consecutivi, Coppa Italia compresa, e soltanto tre sconfitte in campionato per lo Spezia di Italiano (peraltro contro Milan, Sassuolo e Juventus); che riceve una Lazio dove il suo capitano Immobile punta a colpire la trentesima squadra della sua carriera. Dopo il passo falso contro l’Udinese e l’indenne trasferta di Dortmund, ai biancocelesti serve tornare ai tre punti per muovere la classifica. Italiano schiera Chabot preferito a Erlic, Inzaghi sceglie Pereira e non Correa al fianco di Immobile, con Reina in porta nel consueto 3-5-2. Un unico precedente tre le due compagini, e bisogna risalire quasi alla preistoria: 1941, coppa Italia, 5-2 per i biancocelesti.

SPEZIA IN PALLA, MA C’E’ MILINKOVIC

Ritmi subito alti e al quinto di gioco Estevez, il numero 24 spezzino, calcia da fuori area un destro che si stampa sul palo alla sinistra di Reina. Milinkovic giostra a metà campo le aperture per le ripartenze laziali, che cadono sempre nella trappola del fuorigioco spezzino; con la squadra di Italiano che senza remore gioca con la linea di difesa molto alta.

Ma al minuto diciassette l’ennesimo pallone recuperato da Milinkovic lancia il numero 17 laziale verso Provedel, superato da un fendente che gli passa sotto le gambe. Missione compiuta per Ciro Immobile; lo Spezia è la trentesima squadra colpita da una sua rete, con la Sampdoria quale squadra più perforata dall’attaccante napoletano con 12 reti.

Lo Spezia accusa il colpo e la partita va in una fase di stanca, calando certezze e sicurezze degli spezzini, partiti baldanzosi. Nzola ha una occasione ghiotta, calciando fuori; ma Chiffi ferma tutto segnalando offside.

Dopo l’ammonizione per lo spezzino Bastoni, i padroni di casa (seppur sul neutro di Cesena, per l’ultima volta, prima del ritorno al “Picco”) sfiorano di nuovo la rete con Farias; che si inserisce in area pressoché indisturbato e calcia cogliendo il secondo palo spezzino di giornata.

Superata la mezz’ora il fattaccio: Chabot abbatte Immobile avviato a rete, e tra le proteste dei laziali il numero 34 viene solo ammonito. Inzaghi parla con il quarto uomo; e rassicura il suo attaccante che il difensore verrà espulso.

Non sarà così, ma per la Lazio poco male: Milinkovic Savic corona la sua partita di sostanza pennellando la punizione del 2-0. Un premio forse severo per i padroni di casa, ma che premia anche la grande veemenza nelle ripartenze della squadra di Inzaghi, e la grande aggressività da metà campo in su. Il tempo si chiude con Immobile che pesca Pereira in area ma il numero 7 incespica e non riesce a concludere.

LAZIO A DENTI STRETTI

Nella ripresa, Bastoni già ammonito lascia il posto a Marchizza; nel frattempo Luis Felipe si addormenta sul pallone consentendo ancora a Farias di infilarsi aggirando Reina ma trovando un difensore appostato sulla linea a salvare.

Il canovaccio della ripresa segue quello del primo tempo con lo Spezia prodigato in avanti nel tentativo di raddrizzare la contesa. All’ora di gioco doppio cambio nella Lazio: fuori Luiz Alberto e Immobile, dentro Caicedo e Akpa Akpro; variazioni da leggere in ottica Bruges, che settimana prossima arriva all’Olimpico in Champions League.

Ma al minuto 19 lo Spezia trova il premio di un lungo inseguimento; è Nzola a indovinare il sinistro in diagonale che buca Reina per l’1-2 e quarta rete in campionato per l’ex Trapani. Anche Italiano, una volta rimessa in piedi la partita, opera due sostituzioni: fuori Farias e Maggiore, dentro Deiola e Agudelo. Con forze fresche in campo, il match non perde a maggior ragione la vivacità.

Lo Spezia tiene sempre il baricentro alto e là davanti la Lazio smette di far paura. Caicedo ha l’occasione per il 3-1, lanciato da un altro fendente dalle retrovie, ma dopo aver depositato il pallone in porta tutto è reso vano dalla segnalazione di fuorigioco.

Il protagonista di giornata, Milinkovic Savic, esce alla mezz’ora insieme a Lucas Leiva, per far posto a Escalante e Parolo, e il centrocampo laziale è rivoluzionato. “Giochiamo con sicurezza”, predica Italiano dalla panchina, ma nonostante la mole di gioco che il suo Spezia continua a sfoderare con una circolazione di palla fluida, le occasioni da rete concrete non sono così frequenti.

Nel finale (gialli nel frattempo per Akpa Akpro e Ricci), Luiz Felipe lascia il posto a Hoedt, proprio mentre Deiola calcia lungo una punizione da ottima posizione.

I quattro minuti di recupero per la Lazio iniziano nel migliore dei modi, con Pereira che fa probabilmente l’unica cosa buona del match infilando il 3-1 in velocità, ma anche qui ai biancocelesti resta l’urlo strozzato in gola: fuorigioco. Fin quando Chiffi, contestatissimo, pone fine alla contesa.

I liguri avrebbero meritato certamente qualcosa in più, ma la Lazio porta via tre punti pesantissimi dal “Manuzzi”, per l’ultima volta casa dello Spezia. E può guardare con fiducia al match di Champions League di martedì per mettere in ghiaccio gli ottavi.

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