Il Milan è in crescita e Pioli dà certezze: a migliorare la squadra rossonera sono i giovani

3 le gare giocate, 9 i punti conquistati. Con Napoli prima e Roma poi, anche i rossoneri ottengono punteggio pieno dopo la terza giornata di campionato. Dopo aver sconfitto Sampdoria e Cagliari, il Milan supera indenne anche il primo scontro diretto contro la Lazio. Con la vittoria per 2-0 sui biancocelesti, la squadra di Stefano Pioli chiude il mini ciclo di inizio Serie A con all’attivo sette gol segnati e uno solo incassato.

IL MILAN DI PIOLI PASSA DALLA CRESCITA DEI SINGOLI

E’ ancora solo il primissimo antipasto di quella che sarà una lunghissima cena, ma certamente Ibrahimovic e compagni non potevano cominciare meglio la stagione. Se nell’estate 2020 il Milan doveva fare i conti con preliminari e poche vacanze, durante questo periodo estivo i rossoneri hanno invece potuto eseguire una preparazione perfetta per arrivare pronti già dal primo minuto di questo campionato.

E anche nel match di ieri a San Siro ad impressionare è stata proprio la condizione fisica. Il pressing asfissiante, la chiusura delle linee di passaggio e le ripartenze veloci hanno fin da subito limitato la (non ancora ben rodata) Lazio di Sarri. Con il sipario chiuso sulla partita con i biancocelesti, se si prova a disegnare un quadro iniziale degli uomini di Pioli si noterà che a incidere sulle prestazioni della squadra in queste prime uscite sono state le famose “promesse”, che ormai sono sempre più vicine ad essere considerate dei giovani talenti non più potenziali.

Le prime tre partite di Diaz, Leao e Tonali su tutti hanno consegnato al pubblico dei giocatori diversi da quelli che ricordavano. La crescita dello spagnolo è evidente. Lui, che non ha mai avuto continuità in carriera, ha ora la possibilità di crescere di partita in partita. E da fine 2020/2021 sta continuando a farlo, con la fiducia di un allenatore che crede nelle sue doti e che lo pone sempre nelle condizioni migliori per esprimerle.

Crescita Milan

Il nuovo numero 10 del Milan ha l’importante compito di non far rimpiangere Hakan Calhanoglu, e ad oggi sta offrendo alla sua squadra alcune cose che il turco non ha mai mostrato con la maglia rossonera. Insieme al dribbling, la caratteristica principale messa in evidenza da Brahim in queste prime prove è la capacità di farsi trovare nello spazio, sempre libero di ricevere palla e andare in verticale. La stessa caratteristica che un anno fa gli mancava e che dovrà sviluppare ancor di più per diventare decisivo in quanto titolare di questa rosa.

Per quanto riguarda Rafael Leao, il discorso sulla sua crescita non può limitarsi al campo, ma deve essere allargato all’aspetto mentale. Il portoghese è giunto alla sua terza stagione in rossonero ed è per lui il momento di dare una svolta definitiva alla sua carriera. Si badi bene, non si parla esclusivamente della tecnica, che trova sempre lo spazio per migliorarsi o evolversi, ma del pacchetto che un giocatore, per definirsi grande, deve avere completo. La mancanza di fame, di cattiveria o di sacrificio sono indubbiamente i motivi per cui è stato maggiormente bacchettato Leao dal suo arrivo a Milano.

Ma la musica sembra cambiata. Il giovane ex Lille appare come un giocatore più maturo, più generoso in fase difensiva e più applicato agli schemi ‘pioliani’. A questo vanno ad aggiungersi anche le due marcature già siglate, che per un attaccante non sono mai dato banale. Che possa essere la stagione della consacrazione?

Crescita Milan

La crescita esponenziale di Sandro Tonali è però la più lampante. Anche lui sommerso da critiche dopo l’annata precedente, quest’estate si è rimboccato le maniche e deciso a meritarsi la titolarità, a partire dal segnale forte del taglio dell’ingaggio per facilitare il riscatto. Con l’assenza di Kessié il numero 8 si è caricato sulle spalle il centrocampo nelle prime due giornate, e ha poi continuato a farlo contro la Lazio, dopo il rientro dell’ivoriano. L’ex Brescia pare proprio un giocatore diverso, più sicuro, più lucido e più carico rispetto a quanto visto nei suoi primi due anni di Serie A.

Insieme alle conferme, per esempio, di Tomori, Calabria o Saelemaekers, i giovani in ascesa rappresentano la chiave per rendere grande la squadra di Stefano Pioli, che, nel frattempo, si sta candidando sempre più a diventare un allenatore top.

Forse, in conclusione, quando si giudicava il mercato in entrata del Milan non si considerava, colpevolmente, ciò che Maldini e Massara avevano messo in conto: la crescita delle famose “promesse”.

LEGGI ANCHE:

Milan, parla Scaroni: “prioritario tornare in Champions. Su Kessiè…”

Napoli rinnovo Insigne, primi segnali di disgelo

Juve, Dybala vicino al rinnovo: possibile incontro dopo la Champions

Inter, infortunio Sensi: “distrazione al legamento collaterale mediale”

Articolo precedenteNapoli rinnovo Insigne, primi segnali di disgelo
Articolo successivoBarcellona, Koeman: “Bayern esperto e con grandi individualità, vediamo come stiamo”

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui