Protagonista della vittoria dell’Italia sulla Finlandia nella gara di sabato sera, Moise Kean è uno dei giocatori del momento. Anche in campionato si sta ritagliando sempre di più il suo spazio con la mgalia della Juventus. Il quotidiano torinese “Tuttosport” ha intervistato la madre Isabel.

Queste alcune delle sue dichiarazioni: “Nel 1990, a Vercelli, dove sono nati i miei figli, Giovanni nel 1993 e Mosè nel 2000. Sa perché noi il piccolo di casa lo chiamiamo così? Perché la sua nascita è stata un miracolo. I dottori mi avevano detto che non avrei potuto avere altri figli, io piangevo e pregavo. Anche Giovanni mi chiedeva un fratellino. Una notte ho sognato Mosè, era venuto per aiutarmi e dopo quattro mesi sono rimasta di nuovo incinta. Quando Mosè aveva 4 anni ci siamo trasferiti ad Asti e ho trovato lavoro in una casa per anziani. Facevo il turno di notte, in casa restava il figlio del mio ex marito, che è più grande, e guardava Giovanni e Mosè. Non potevo fare altrimenti, ma in casa di soldi ne entravano pochi. Andavo anche dalle suore, che mi davano del cibo. Poi ho fatto il corso da infermiera generica e per 15 anni ho lavorato in una comunità riabilitativa. Non è stato facile, ma il successo di Moise mi ripaga di tutti i sacrifici“.

Prosegue: “Quando Moise ha firmato per la Juventus mi ha chiamato alle 5 e mezza di notte, io stavo andando al lavoro a Nizza Monferrato. Mi sono spaventata, pensavo che gli fosse successo qualcosa. Invece mi dice “mamma, c’è una sorpresa per te”, io gli ho risposto “non dirmi che non hai firmato con la Juve”. E lui “no, mamma, ho firmato e tu da oggi non lavori più e vieni a vivere a Torino con me“.

Infine: “Anche adesso: dategli un pallone e lo rendete felice. E’ instancabile: anche dopo un giorno di allenamento, torna a casa e la prima cosa che fa è quella di palleggiare“.

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