Katalinic Rebic Milan: “A Spalato era già un giocatore moderno, quando andò alla Fiorentina…” – ESCLUSIVA EC

Katalinic Rebic Milan: “A Spalato era già un giocatore moderno, quando andò alla Fiorentina…” – ESCLUSIVA EC

KATALINIC REBIC MILAN – Dopo i primi tre mesi in salita, con poco minutaggio e tanta panchina, Ante Rebic sta divenendo partita dopo partita sempre più protagonista con la maglia del Milan.

Dalla doppietta all’Udinese segnata alla prima giornata del girone di ritorno, l’attaccante croato – ingaggiato dal club di via Aldo Rossi nelle ultime ore di calciomercato estivo dall’Eintracht Francoforte – ha realizzato altre 4 reti. In particolare, degne di nota sono la marcatura in Coppa Italia alla Juventus e il gol che lunedì sera ha deciso il posticipo del lunedì tra i rossoneri e il Torino.

Da oggetto misterioso, l’ex Fiorentina ed Hellas Verona è divenuto una pedina fondamentale all’interno dello scacchiere di Stefano Pioli. E proprio domani sera tornerà al Franchi da avversario.

KATALINIC REBIC MILAN

KATALINIC REBIC MILAN – Per parlare e conoscere meglio il giocatore classe 1993, “Europa Calcio” ha contattato Ivan Katalinic, allenatore del centravanti ai tempi dell’RNK Spalato.

Katalinic, anzitutto si aspettava un Rebic così?

Sta facendo molto bene, e non parlo solo per sentito dire: mio figlio è tifoso del Milan, quindi guardiamo sempre assieme le partite dei rossoneri. Rebic è in un momento davvero brillante, 6 gol in 8 gare non può essere un dato puramente casuale“.

Numeri che coincidono con il ritorno a Milano di Zlatan Ibrahimovic.

Giocando assieme a Ibrahimovic, credo che ora Rebic si trovi maggiormente a suo agio e sia anche più felice. Del resto conosciamo tutti bene l’esperienza e il carisma del giocatore svedese“.

In tanti stanno “scoprendo” Rebic adesso. Questa al Milan è però la sua terza esperienza in Italia dopo quelle con Fiorentina ed Hellas Verona. Cosa può non aver funzionato in maglia viola?

Va detto che quando approdò a Firenze era anche molto giovane. Per via di questo, credo che forse l’allenatore della Fiorentina non avesse compreso bene quali fossero le sue vere caratteristiche. E anche il problema della lingua, specie quando passi dalla Croazia all’Italia, non è mai da sottovalutare. All’Eintracht Francoforte Rebic ha giocato molto meglio, e non a caso con Kovac, croato anche lui e con cui parlava la stessa lingua, si è trovato benissimo e ha reso alla grande. A ogni modo, Ante è un bravissimo ragazzo“.

Le volevo infatti proprio chiedere quali fossero le qualità del giocatore che lei ha apprezzato di più quando lo ha allenato a Spalato

Ricordo ancora quando nel 2011 arrivò in prima squadra a 17 anni, e al suo esordio in campionato segnò subito alla Dinamo Zagabria. Lo inserii all’inizio del secondo tempo e verso il ’90 realizzò il gol dell’1-1 finale. Di lui ho apprezzato molto il suo essere già un tipico giocatore moderno, in quanto sapeva adattarsi benissimo alle varie e diverse situazioni. Senza poi dimenticare la sua velocità e l’abilità nell’uno contro uno“.

Cosa pensò quando Rebic lasciò la Croazia per firmare con la Fiorentina?

Come ti dicevo, pensavo alla difficoltà della lingua. E al fatto che giocare in Italia non è facile per un giovane. Ma nello stesso tempo ero contento per lui in quanto sapevo che andava in un club importante come la Fiorentina. Il suo percorso lo ha fatto e lo sta facendo, e sono certo che sia maturato molto, perché non è semplice fare il calciatore una città movimentata e piena di vita come Milano, a volte ci si perde. Sotto questo aspetto gli anni a Francoforte devono averlo aiutato molto. Gli auguro davvero di continuare a giocare come ha fatto in queste ultime otto partite“.

 

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