Kakà si racconta – Ricardo Kakà, ex trequartista e stella del Milan, si è raccontato in una lunga intervista nella quale ha trattato moltissimi temi: dal suo passato in rossonero, a Stefano Pioli fino a Zlatan Ibrahimovic.

Ecco le sue parole ai microfoni di “Milan TV:

I ricordi di Champions League? La musica, la gente allo stadio, la partita… Tutto quello che era l’atmosfera di giocare una partita di Champions me lo ricordo”.

GOL CON IL BRUGES – “Ricordo bene quel gol a fine partita, con il grande cross di Cafu e il mio tiro al volo: il modo in cui ho fatto gol che poi è diventato il mio segno distintivo, indimenticabile. E’ molto più di quello che avevo sognato. Un’altra rete indimenticabile? Il primo gol in assoluto con il Milan nel derby, poi il gol in Champions in questa maniera… Non avrei mai pensato che mi potessero accadere cose simili”.

LA FINALE PERSA CON IL LIVERPOOL – “E’ stata una delle finali più belle di Champions, purtroppo l’abbiamo persa noi. Non vincere per me è stata una cosa molto dura, perché sapevo già quanto sarebbe stato difficile ritornare a giocare una finale di Champions League. Quella sconfitta è stata durissima, ma mi ha fatto crescere tantissimo sia a livello umano sia a livello professionale. C’era sempre il dubbio che potessi raggiungere un’altra finale di Champions, che potessi vincere questa coppa. L’anno dopo abbiamo perso in semifinale contro il Barcellona. Posso dire che quei due anni sono stati veramente molto difficili e pieni di dubbi, è stato un mix di emozioni bellissime concluso con la vittoria di Atene”.

LA CHAMPIONS DEL 2007 – “Il 2007 è stato l’anno più bello della mia carriera a livello di risultati sia collettivi che personali. Il mio obiettivo non era essere capocannoniere, nel 2006 Sheva è andato via e quindi Ancelotti mi ha cambiato un po’ il ruolo: ero diventato una seconda punta, facendomi giocare vicino a Inzaghi e sono diventato il capocannoniere della Champions League. Per me è bellissimo, perché so le difficoltà di raggiungere questo risultato”.

LA SEMIFINALE CON IL MANCHESTER UNITED – “Quella semifinale è stata veramente speciale. Fare due gol a Old Trafford e non vincere quella partita dimostra come sia difficile la Champions League. Sicuramente il mio è stato uno dei gol più belli della mia carriera, un gol molto speciale. Non aver chiuso il discorso all’andata ci ha dato ancora più carica al ritorno a San Siro: sapevamo che era possibile, giocavamo contro una squadra molto forte con tanti talenti individuali, ma eravamo fiduciosi. Come si dice in Italia, è stata una partita perfetta per tutti i milanisti”.

Kakà si racconta – LA FINALE DI ATENE – “La finale è sempre una partita sempre molto delicata, con tante emozioni. Avevamo il dubbio del 2005 e la paura che potessimo perdere ancora con lo stesso avversario. Quando abbiamo fatto gol abbiamo avuto una scarica di adrenalina, ma sapevamo che la gara non era finita lì. Poi c’è stato l’assist per il gol di Pippo (Inzaghi, ndr): eravamo così stanchi che dopo il gol festeggiammo solo io e lui. Tutti avevano la voglia di vincere quella partita senza che succedessero le cose di Istanbul… Poi c’è stato il gol di Kuyt e quindi di nuovo brividi, ma cinque minuti dopo il fischio finale e alla fine il Milan ha vinto la Champions”.

EMOZIONI DA CHAMPIONS – “Vincere la coppa è la parte finale, ma la cosa più bella è giocare le partite, i gironi, giocare in trasferta. Avere questi ostacoli e riuscire a vincere. Quando hai la coppa in mano pensi: ‘Ce l’ho fatta, il mio nome adesso è nella storia del Paese, del calcio'”.

IL MILAN DI PIOLI – “Era brutto non vedere il Milan in Champions League. Ora la cosa bella è che il club rossonero sta tornando ad essere protagonista, sia in Europa e sia in Italia, ed è bello vedere il Milan in questa competizione e poter guardare le partite con lo stadio pieno. Mi piacciono i ragazzi che ci sono in squadra. Questa esperienza in Champions quest’anno è stata bella per questi ragazzi per capire cosa significhi giocare questa competizione.

Mi piace il mix dell’esperienza con i giovani, perché il nostro Milan era così e ci aiutavano capire che cosa significasse giocare certe partite. Per i giovani è molto difficile giocare contro club così prestigiosi in stadi importanti con i tifosi, se non hai un supporto da parte dei più esperti diventa dura. Quest’anno è stato così. Speriamo che il Milan l’anno prossimo torni a giocare la Champions e sicuramente i risultati saranno differenti, perché hanno avuto già questa esperienza”.

Kakà si racconta – IBRAHIMOVIC – “E’ bello vedere giocare questi campioni fino a 40 anni. Vederlo giocare ancora in Champions è veramente un piacere”.

LA MAGLIA DEL MILAN – “E’ ancora speciale indossare la maglia rossonera, tutte le volte che la metto in casa è unico. E’ unica la sensazione, sia quando la metto in campo per giocare e sia quando la indosso in casa. Giocare una partita di Champions con questa maglia è ancora più speciale e sapevo che dovevo fare una performance di grande livello, perché rappresentavo uno dei più grandi club al mondo”.

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