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Juventus Sarri, fiducia a Maurizio: insensato rievocare Allegri

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JUVENTUS SARRI – Non è sicuramente una serata da ricordare per la Juventus: i bianconeri hanno infatti perso con un sonoro 3-1 la gara secca di Supercoppa italiana contro la Lazio. A nulla è servito il momentaneo gol del pari di Dybala.

Uno dei maggiori imputati per questa sconfitta è il tecnico bianconero Maurizio Sarri. Diverse sono le mancanze e le carenze che gli vengono imputate dai tifosi della Vecchia Signora: dai tanti gol subito ad alcune scelte di formazione.

Non a caso su Twitter impazza l’hashtag #SarriOut. E nello stesso tempo, viene altresì ricordato e rimpianto, ironicamente o meno, Massimiliano Allegri, al timone della Juventus da luglio 2014 allo scorso maggio.

JUVENTUS SARRI – La domanda da farsi è questa: ha davvero senso mettere alla gogna Sarri? L’ex manager del Chelsea sta subendo una la solita “generale” – virgolette obbligatorie in quanto è sbagliato fare di tutta l’erba un fascio – impazienza del tifoso italiano, juventino e non.

[df-subtitle]Juventus, il perché della scelta di Sarri[/df-subtitle]

Anche grazie a nuovi innesti, Sarri sta provando a dare alla squadra una nuova identità e una nuova tipologia di gioco. E chi scrive ritiene che questo fosse un passo fondamentale, perché diciamolo: Allegri era concreto e bravo come pochi altri a leggere e interpretare le partite, ma in innumerevoli occasioni ha vinto solo grazie alla giocata o al guizzo del singolo.

Ai bianconeri mancava ancora una chiara identità di gioco, a differenza di altre big d’Europa come Liverpool e Barcellona. Probabilmente in questo senso la scelta del club di Corso Galileo Ferraris è andata su Sarri, a Empoli, Napoli e Londra uno stratega.

Quando si cambia qualcosa, sono sempre preventivabili delle difficoltà, e questo non solo nel mondo del calcio. Se è indubbiamente vero che la Juve è meno solida di prima, è allo stesso modo certamente sbagliato bollare Sarri come un allenatore inadatto alla causa.

[df-subtitle]Juventus, i risultati e i meriti di Sarri[/df-subtitle]

Non vanno dimenticati i meriti che l’allenatore toscano ha avuto: anzitutto, ha “rispolverato” due esuberi estivi dai nomi di Paulo Dybala e Gonzalo Higuain, rendendoli determinanti ed esplosivi come tre anni fa, specie la “Joya“. Senza dimenticare Douglas Costa, disastroso la scorsa stagione mentre devastante in questa, nonostante i tanti infortuni.

E i risultati non sono nemmeno così diversi da quelli del suo predecessore: primo posto in classifica, pur se condiviso con l’Inter, e girone eliminatorio di Champions League superato in scioltezza e senza affanni.

L’unica differenza è che, almeno in Serie A, quest’anno la Juventus ha realmente una rivale ma, se i numeri non mentono, Ronaldo e compagni hanno perso solo una partita, sempre contro la Lazio nella trasferta di Roma.

E un ultimo: il ciclo di Allegri era terminato da un pezzo, precisamente dalla disfatta della finale di Cardiff. Proprio dopo quella sconfitta si percepiva dall’esterno che qualcosa tra il tecnico livornese e l’ambiente bianconero si era rotta, o comunque incrinata.

A cosa serve quindi rievocare Max e sperare nell’esonero di Sarri? A nulla, è solo controproducente. Massima fiducia a Maurizio.

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