Juventus, Khedira ha conquistato Sarri: ora può restare

Juventus, Khedira ha conquistato Sarri: ora può restare

JUVENTUS KHEDIRA SARRI – Quasi a sorpresa, Sami Khedira può restare alla Juventus. Il mediano tedesco classe 1987 sembrava sul punto di partire, e invece può restare in bianconero, dove era approdato a parametro zero nell’estate 2015.

Così si legge ne “La Gazzetta dello Sport“: “L’intoccabile di Allegri sta diventando abbastanza intoccabile anche per Sarri. E questa è una sorpresa perché si pensava che nella nuova Juve ad alta velocità non ci potesse essere spazio per Sami Khedira. E invece il Professore sta convincendo il rettore arrivato da Londra che merita di mantenere la propria cattedra.

L’amichevole con l’Atletico Madrid ha chiarito quello che il tedesco può dare alla Juve di Sarri; che poi è esattamente quello che dava alla Juve di Allegri: equilibrio, lettura delle situazioni, esperienza, inserimenti.

Il paradosso è che nel corso dell’ultima stagione Max aveva maturato l’idea che Khedira avesse ormai un dinamismo troppo limitato; e che quindi fosse necessaria una separazione.

E Sarri era arrivato a Torino sapendo che a Sami era stato annunciato l’addio; con l’assicurazione che si sarebbe trattato di una risoluzione contrattuale.

Insomma la Juve avrebbe solo risparmiato i soldi dello stipendio facilitando quindi l’accordo tra il centrocampista e la nuova squadra.

Durante gli allenamenti, però, Sarri si è accorto che Khedira gli serve e adesso sembra che il tedesco possa essere confermato”.

Khedira, dall’addio a punto fermo della Juventus di Sarri

JUVENTUS KHEDIRA SARRI – “[…] Studiando i giocatori duranti gli allenamenti e valutando come sfruttare al meglio la rosa, l’allenatore ha capito di aver bisogno di Khedira: questione di intelligenza, soprattutto. Sami va piano, è innegabile, ma sapere prima dove finisce il pallone lo aiuta non poco a compensare il deficit atletico. Khedira, ad esempio, non va in pressione sul pallone ma si sposta in anticipo sulla linea di passaggio o sul giocatore a cui è destinata la palla.

In una squadra che rispetto al passato avrà la tendenza a scoprirsi un po’ di più (come si è visto chiaramente contro l’Atletico) diventa ancor più prezioso chi sa prima dove piazzarsi.

Obiezione facile e condivisibile: se la Juve si sbilancia e lascia ampi spazi nella propria metà campo non servirebbero giocatori più dinamici e veloci? Sì, ma se una squadra si abitua a concedere una grande fetta di campo libera e si costringe a rincorrere gli avversari c’è qualcosa che non funziona nel progetto.

Finito il periodo di rodaggio, la Juve dovrà dimostrare di aver metabolizzato la principale novità tattica di Sarri, che non riguarda l’attacco ma l’interpretazione della gara nel suo complesso […]”.

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