JUVENTUS COBOLLI GIGLI – Calciopoli ha pesantemente macchiato l’immagine del calcio italiano nel mondo. Era il 2006, il Mondiale vinto in Germania ci restituì in parte dignità e gloria. L’intero movimento calcistico ebbe un’occasione unica: riscriversi, reinventarsi. Ad EuropaCalcio.it abbiamo incontrato Giovanni Cobolli Gigli, ex presidente della Juventus, alla guida del club bianconero proprio nel post Calciopoli.

Presidente, alla luce di quanto sta emergendo oggi, sembra che Calciopoli sia stata un’occasione persa per voltare pagina.

Di fatto, archiviata Calciopoli il movimento italiano è andato avanti allo stesso modo. Sono cambiate le persone del governo calcistico, sono arrivati dirigenti stimabili in Federazione ed in Lega, ma non mi sembra che poi le cose siano molto migliorate. Con Calciopoli si punì sostanzialmente solo la Juve, poi non è successo più nulla.

A proposito di Juventus: ritiene giusta la penalizzazione inflitta?

E’ oltremodo pesante. 15 punti sono tanti, ma ancora non ho letto le motivazioni della sentenza, che mi riservo di fare appena saranno rese note. Faccio notare comunque un particolare.

Sulla Gazzetta dello Sport ho letto le linee difensive dei legali della Juventus. In particolare, mi riferisco ad una registrazione inopportunamente fatta uscire a cui mancano alcune righe finali, dimenticate o tagliate, che cambiano il senso della registrazione. Mi domando: perché queste righe sono state cancellate? E questo mi riporta all’attuale tematica delle intercettazioni.

In primo luogo, ritengo che non dovrebbero mai uscire dalla Procura, dalla Guardia di Finanza, dagli inquirenti. Le registrazioni dovrebbero essere trattate come un tesoro da esporre solo in sedi giudiziarie.

In secondo luogo, quando le intercettazioni vengono fatte uscire, dovrebbero essere rivelate nella loro interezza. Ecco un esempio, a proposito di Calciopoli: le registrazioni che riguardavano l’Inter apparirono 5 anni dopo, tardi, e tutto andò in prescrizione. Le intercettazioni siano usate correttamente”.

I legali della Juventus hanno parlato di “Disparità di trattamento” e “palese ingiustizia”.

Sono curioso di comprendere come sia possibile che altri club non siano stati colpiti. Il peccato è stato fatto in due o sbaglio? Ecco perché andranno lette con grande attenzione le motivazioni della sentenza. 15 punti solo alla Juventus sono pesanti. Non che in compagnia si goda di più, sia chiaro”.

Andrea Agnelli è davvero così arrogante come ha dichiarato in una recente intervista?

“Preciso, non avevo alcun intento offensivo. L’arroganza di Andrea Agnelli si è vista quando alle 23 di una sera ha annunciato il progetto della Superlega senza informare nessuno. Credeva di ottenere grandi risultati. Il peccato che ha commesso è quello di essersi mosso avendo una presunzione di se stesso che non ha giovato adi certo alla Juventus.

 

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