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Juventus Bonucci: “Chiellini ci è mancato. Dopo il ritiro vorrei allenare…”

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JUVENTUS BONUCCI – Dopo l’infortunio di Giorgio Chiellini lo scorso settembre, è diventato sia capitano della Nazionale che della Juventus, di cui è il leader difensivo indiscusso. Quest’oggi, Leonardo Bonucci ha rilasciato una lunga intervista a Juventus TV, di cui vi riportiamo i passaggi più interessanti.

Juventus Bonucci: “Il mio rimpianto più grande è Euro 2016…”

Sulla sua giovinezza: “Sono andato via da Viterbo a 16 anni. Poi, ho fatto due anni di praticantato a Milano. Ero un ragazzo molto più fumantino, istintivo, meno razionale una volta.. Comunque, sono sempre stato a scuola, non ho mai bigiato. Non ero secchione, ma prendevo buoni voti. Mi bastava stare attento in classe, studiavo 1 ora dopo cena e mi bastava. Con mio fratello giocavamo sotto e dentro casa. Gli addetti ai lavori dicevano che era molto più forte di me. Ha sempre fatto il difensore; io, invece, lo sono diventato 6 mesi prima di andare all’Inter.”

JUVENTUS BONUCCI – Su come sia diventato difensore: “Non credevo fosse per me. Devo ringraziare, invece, mister Perron che, ai tempi della Berretti, mi disse: ‘Guarda che se vuoi diventare un giocatore, devi fare il difensore.’ Pur non apprezzando il ruolo, ero il capitano e sarei mai andato contro l’allenatore. In difesa cambia tutto: un’altra velocità, copertura, applicazione. A centrocampo ti va via uno e c’è un difensore. In difesa, c’è solo il portiere.Ho imparato a essere paziente. Le esperienze ti portano a crescere, a capire i momenti della giornata e della vita stessa, imparai a essere paziente, ad aspettare quei 10 secondi in più.”

Sul come riesca a staccare dal lavoro una volta a casa: “Ho sempre evitato di portare il lavoro dentro casa, quando sono a casa cerco di godermi quello che ho e non porto lo stress. Poi magari parliamo della giornata che è stata, delle cose che che non vanno viste da fuori. Mia moglie, prima di conoscermi, il calcio non sapeva neanche cosa fosse. Da esterna riesce a dare una lettura diversa.”

JUVENTUS BONUCCI – Sui suoi rimpianti: “Il mio rimpianto è l’Europeo del 2016: il secondo rigore contro la Germania. Avevo fatto il rigore del pareggio in partita. Ho pensato: ‘E questo come lo tiro? Cucchiaio?’ Ti prepari, ma arrivi lì e ti crei un loop. Dovevo scegliere un lato e andare senza pensarci. Quello è un rimpianto che non sarà facile togliersi. Mi rimane l’Europeo 2020, ma non è facile. Con la Juve il rimpianto c’è, ma abbiamo diversi anni. Berlino o Cardiff? Berlino. Ci sono stati 10 minuti, dopo il gol di Alvaro, in cui potevamo andare in vantaggio. Forse quei 10 minuti ci hanno fatto credere di poterli battere: ci siamo esposti al loro contropiede, e ci hanno fatto male. Abbiamo ancora diversi anni per ambire al sogno.”

Bonucci: “La fascia tornerà al braccio di Chiellini…”

Sul bullismo, di cui parla anche nel suo libro: “Ho vissuto un periodo da bullizzato fra i 14 e i 15 anni. E’ stata una fortuna: ho sempre cercato di trasformare l’esperienza in positivo. Quando successe, oltre a parlarne, mi sono detto che, se ho attirato una persona che pensa e vuole farmi del male, vuol dire che io ho offerto il mio fianco: mi sono dimostrato timido, leggero, pauroso. E’ stata un’esperienza che mi ha fatto crescere, insieme all’andare in una grande città dove incontri milioni i persone tutti i giorni. Il bullo soffre di qualche mancanza. Abbiamo pensato di raccontare questa storia, per aiutare tutti. Il bullizzato e il bullo. Dai ragazzi fino ai grandi, può servire a tutti.”

JUVENTUS BONUCCI – Sul suo ritorno alla Juventus: “C’è ancora oggi chi fa la battuta, è una conseguenza delle scelte. Non mi sono mai tirato indietro. Nell’anno al Milan sono migliorato come uomo e mi ha fatto capire che la Juventus è unica.”

Su cosa significhi per lui essere capitano: “Un confronto quotidiano con persone che hanno una leadership importante. Aiuto così il gruppo; poi, magari, la parola di qualcuno conta di più. La fascia tornerà al braccio di Giorgio, com’è giusto che sia, lo aspettiamo e ci è mancato in questi mesi. Adesso ho traghettato la fascia per questi mesi, penso di aver fatto un buon lavoro. Imparerò nell’attesa che smetta di giocare.”

JUVENTUS BONUCCI – Su cosa fare dopo il ritiro: “Dopo vorrei fare l’allenatore, è una mia volontà. Diventare allenatore è facile, diventarlo di un certo livello è un’altra storia.”

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